Roseto. Segregato in casa per un debito di droga. Il rapito: «Da me volevano 30mila euro»

Il racconto del giovane rinchiuso in una stanza da due coetanei: «Minacciato con una pistola»
TERAMO
La notte da incubo prende forma nei primi documenti di un fascicolo giudiziario che ipotizza il reato di sequestro di persona. Con la denuncia di quella che agli atti è la parte offesa a raccontare una vicenda che ora dovrà essere attentamente esaminata e accertata in un’inchiesta in cui ci sono due ventenni arrestati con la pesante accusa di aver segregato in una casa un coetaneo per un debito. Molto probabilmente di droga. Ma quella che al momento resta la versione della parte offesa declina particolari da brivido. «Volevano da me 30mila euro e hanno cominciato a minacciarmi con una pistola», racconta il 20enne nella denuncia, «mi hanno lasciato il telefono cellulare per farmi mandare dei messaggi ai miei genitori in cui chiedevo di portare i soldi, in cui dicevo che mi tenevano chiuso in una casa» E sono stati i genitori del giovane a chiedere aiuto ai carabinieri che in poco tempo sono intervenuti nell’appartamento di Roseto. Per ora le certezze sono ancorate alle due ipotesi di reato contestate: il sequestro di persona e la detenzione di droga visto, infatti, che nell’abitazione è stato trovato un ingente quantitativo di hascisc e cocaina, complessivamente tra i sei e sette chili, svariati bilancini di precisione. Resta da stabilire, inoltre, se l’inchiesta – visto che il reato del sequestro di persona è di competenza della Procura distrettuale – possa passare all’Aquila. Altre certezze potranno arrivare dall’esame dei telefoni cellulari che sono stati sequestrati. Una nottata di paura iniziata nella tarda serata di venerdì a Teramo quando il giovane ha incontrato alcuni amici che gli hanno detto che avevano organizzato una serata da trascorrere insieme a Roseto in un’abitazione in cui li stavano aspettando altri ragazzi conosciuti dalla parte offesa. Una vola arrivati nell’abitazione, questa la testimonianza, il giovane sarebbero iniziate le richieste di soldi e le minacce con la pistola. Ha raccontato che in un momento di disattenzione sarebbe riuscito ad inviare ai genitori il punto in cui si trovava. Al loro arrivo i carabinieri hanno trovato il giovane sotto casa: ha raccontato che approfittando di un momento di distrazione degli altri è riuscito a scappare. Gli altri due, secondo una prima versione, sono uscite per inseguirlo: uno è stato subito arrestato, un altro alla vista dei carabinieri prima ha cercato di intrufolarsi in un altro appartamento e poi si è buttato dalla finestra del secondo piano. Si è fratturato il bacino e alcune vertebre e nelle prossime ore sarà sottoposto a un intervento chirurgico. Il giovane è assistito dall’avvocata Monica Passamonti, l’altro portato a Castrogno dagli avvocati Bruno Gallo ed Elena Sulpizio. Il fascicolo è della pm Monia Di Marco e del procuratore Ettore Picardi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

