Roseto, tanti in fila per tamponi inesistenti

17 Novembre 2020

Il drive-in all’autoporto funziona solo il mercoledì. A Teramo proteste per i ritardi nei test a Scapriano

ROSETO. Macchine in fila per due ore in attesa di un tampone che non arriva. È successo ieri mattina all’autoporto di Roseto dove sarebbe dovuto partire il servizio drive-in della Asl per eseguire i tamponi. Non vedendo nessuno, alcuni cittadini hanno contattato il Comune per chiedere spiegazioni e il primo cittadino Sabatino Di Girolamo, dopo aver chiamato la Asl, si è sfogato con un post su Facebook. «Il drive in all’autoporto sarà aperto ogni mercoledì dalle 9 alle 11,30», scrive il sindaco, «da quale mercoledì però non è dato sapere. Spero sia dopodomani (domani per chi legge, ndc). Suppongo tuttavia che una sola mattinata settimanale si potrà rivelare insufficiente per evadere tutte le prescrizioni di tampone arretrate di Roseto e comuni limitrofi. Solleciterò un potenziamento del servizio». Sulla vicenda intervengono anche i consiglieri di maggioranza Aloisi, Angelini, Felicioni e Marini. «È probabile che alla Asl», dicono i consiglieri, «sia sfuggita la portata numerica del comprensorio servito dal drive-in test, visto che oltre a Roseto nel bacino sono inclusi Morro d’Oro, Notaresco, Bellante, Giulianova e Mosciano, per un totale di 76mila abitanti. La sede di Teramo invece, che ha a disposizione sei giorni su sette il drive-in, serve anche Basciano, Canzano, Castellalto, Penna Sant’Andrea, Cortino, Rocca Santa Maria, Torricella Sicura e Valle Castellana che, insieme al capoluogo, formano un bacino di 73mila abitanti». I consiglieri auspicano che la Asl possa garantire in tempi brevi un ampliamento delle giornate a Roseto.
RITARDI A TERAMO. Ieri mattina al drive-in di Scapriano decine di auto sono rimaste in fila per oltre un'ora prima di poter effettuare il test. Nonostante fosse stato comunicato ai diretti interessati di presentarsi per le 9.30 gli operatori della Asl sono arrivati in ritardo, iniziando le operazioni intorno alle 10.40. Un ritardo che ha suscitato forti proteste, anche perché ad attendere in auto c’erano molti bimbi. Tra loro alunni della Lucidi, chiusa qualche giorno fa dopo il riscontro di diversi casi positivi. A far infuriare i genitori anche la difficoltà a mettersi in contatto con la Asl, tanto che in molti si sono rivolti al sindaco. «Quello è successo a Scapriano», ha detto D’Alberto, «è gravissimo». (l.v.-a.m.)
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