Rotonda, nuove critiche contro la statua

Per i monarchici è poco rispettosa la collocazione di San Michele, per Serpentini impedisce la visuale
TERAMO. Continua a destare critiche la scelta di collocare al centro della rotonda del Promenade il San Michele Arcangelo di Crocetti su impulso dell'assessore alla cultura Marco Chiarini insieme all'assessore ai lavori pubblici Franco Fracassa. Una nuova presa di posizione arriva da Berardo Tassoni dell'Unione monarchica italiana il quale con ironia ricorda come «neppure ai rivoluzionari francesi o ai bolscevichi russi e spagnoli, nel loro furore laico e scristianizzante, venne in mente di porre le statue religiose a modi spartitraffico o di segnaletica stradale». Tassoni puntualizzando di apprezzare la riuscita del capolavoro artistico, ne fa un problema di sensibilità culturale. «Perchè mai il principe degli Angeli, il protettore degli ordini cavallereschi dovrebbe finire di fare "da spartitraffico" a Teramo? Sicuro che non si possa collocare in un parco, giardino, o su una collina, tipo all'università?».
Pone invece un problema si sicurezza il professore Elso Simone Serpentini che sulla bacheca Facebook dell'assessore Chiarini scrive: «Le rotonde dovrebbero essere a visuale sgombra, altrimenti la loro utilità diventa pericolosità. Inutile e dannoso piantarci dentro delle cose, pur artistiche che siano». Romolo Bosi rivolge invece a Chiarini un invito a cambiare passo: «Dica no, non al mecenatismo, ma all'invadenza e a ciò che resta della bulimia tancrediana». Il riferimento è al fatto che la scultura era patrimonio della Banca di Teramo ed ora è stata concessa dalla Banca di credito cooperativo di Castiglione e Pianella, dietro richiesta del sindaco. La scelta trova le perplessità anche di Antonio Shultz Di Loreto che dice: «Questa città è un po' un museo a cielo aperto dedicato a Crocetti. Certo è che a caval donato non si guarda in bocca e va bene anche San Michele davanti al ponte San Francesco. Del resto già in passato, pur avendo una piazza Garibaldi, abbiamo sistemato un Garibaldi a Porta Reale. Trovo questo significativo di una mancanza, già in passato, di un autentico piano culturale. Ora però vedere che il nuovo assessorato alla cultura si preoccupi delle rotonde e sulle stesse apra un dibattito culturale è già un gran passo. Mi sembra di buon auspicio». Incoraggiamento a Chiarini arriva dal vignettista Carmine Di Giandomenico: «Io vedo un assessorato con zero spaccato euro a disposizione. Marco sta lavorando con l'argilla che ha per creare delle fondamenta. Una ricostruzione lenta ma ragionata. Io aspetterei un pochino prima si salire sulla cattedra con il dito alzato». (m.d.t.)

