Rovi e serpi in un’area incolta a Nepezzano

14 Settembre 2017

TERAMO. Da un terreno incolto e invaso da rovi arrivano minacce per un gruppo di case a Nepezzano. Le abitazioni si trovano proprio a ridosso dell'area, da anni lasciata in abbandono dai proprietari,...

TERAMO. Da un terreno incolto e invaso da rovi arrivano minacce per un gruppo di case a Nepezzano. Le abitazioni si trovano proprio a ridosso dell'area, da anni lasciata in abbandono dai proprietari, e le famiglie che le occupano hanno firmato un esposto per chiedere interventi di pulizia.
Il documento, accompagnato da una decina di firme, è indirizzato a Comune, Asl, polizia municipale e vigili dei fuoco che vengono chiamati in causa per la situazione di pericolo creata dallo stato dell'area. «I proprietari», sottolineano i cittadini, «non avendo provveduto, da molti anni, alla normale pulizia stagionale del terreno, hanno fatto si che su di esso si sviluppasse una vegetazione selvaggia, fino a ridosso delle corti dei fabbricati di proprietà degli scriventi». I residenti temono per le condizioni igienico-sanitarie dell'area, ma anche per eventuali roghi che coinvolgerebbero anche le case. «Questa situazione comporta una condizione di pericolo per l’incolumità degli abitanti della zona», precisano, «a causa della presenza di animali quali serpenti e topi che si annidano nella folta vegetazione, ma anche e soprattutto un forte pericolo di incendio, essendo la vegetazione suddetta estremamente sovrabbondante e quasi completamente secca, quindi fortemente infiammabile soprattutto nei periodi di grande caldo». Gli ultimi temporali hanno ridotto il rischio di roghi ma restano le altre problematiche.
Per questo i firmatari citano un'ordinanza del Comune che impone la cura delle aree private e chiedono «l’intervento degli enti preposti che provvedano tempestivamente alla eliminazione delle suddette condizioni di pericolo e di degrado, mediante la pulizia del terreno, in modo da garantire agli abitanti della zona l’adeguato decoro e le giuste condizioni igienico sanitarie di vivibilità». (g.d.m.)