Ruba 450mila euro all’azienda per cui lavora: pena di 18 mesi

12 Aprile 2017

Patteggia la dipendente di una piccola società di Giulianova accusata di furto, con i soldi avrebbe anche comprato una macchina. La scoperta fatta durante l’amministrazione controllata

GIULIANOVA. Era accusata di aver rubato 450mila euro in due anni dai conti della piccola azienda giuliese per cui lavorava, società di proprietà di alcuni parenti in cui era impiegata come amministrativa. A 24 mesi dall’apertura del fascicolo a firma del pm Andrea De Feis, una 41enne del posto accusata di furto ha patteggiato una condanna ad un anno e sei mesi e 300 euro di multa, con la sentenza depositata qualche settimana fa. La donna, nel frattempo, ha restituito parte dei soldi portati via.

I fatti sono iniziati nel 2015 quando uno dei consulenti nominati dai titolari dell’azienda, nell’ambito del procedimento di amministrazione controllata in cui la società da qualche tempo si trova, aveva registrato un notevole ammanco sui conti: in due anni sarebbero spariti 450mila euro, soldi che, secondo l’accusa, non sarebbero mai entrati nelle casse dell’azienda.

Immediatamente era scattata la denuncia e i sospetti dei titolari erano caduti sulla donna, da tempo impiegata nel settore amministrativo, che aveva libero accesso nella stanza in cui veniva lasciato l’incasso giornaliero in contanti prima di essere depositato in banca. Dopo la denuncia erano scattati subito i primi accertamenti che la Procura aveva delegato alla guardia di finanza.

Nel corso delle indagini le Fiamme Gialle avevano fatto numerosi controlli bancari sia sui conti dei titolari dell'azienda sia su quelli della dipendente e proprio sui conti di quest'ultima avrebbero notato dei movimenti sospetti relativi proprio al periodo incriminato: nessun prelievo e nessun pagamento nè con bancomat nè con carte di credito ma solo versamenti. Numerosi e in alcuni casi anche ingenti: i versamenti, infatti, andavano da mille a tremila euro, a volte anche di più. Soldi che la donna, sempre secondo l’accusa della Procura, avrebbe personalmente versato in contanti sul proprio conto bancario. Non solo.

Sempre secondo l’accusa l’impiegata, sempre in questo periodo di tempo, avrebbe fatto grossi acquisti tra cui anche una macchina. Gli accertamenti bancari, insieme a tutta una serie di altri elementi raccolti da investigatori e inquirenti, avevano portato la Procura a chiedere ed ottenere il sequestro sui conti della donna e a chiudere le indagini con l’accusa di furto. Nell’inchiesta era entrato anche il provvedimento del gup Giovanni de Rensis che aveva accolto la richiesta di sequestro di 250mila euro sui conti della donna avanzata dallo stesso pm.

Successivamente il sostituto procuratore ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini. In seguito alla chiusura delle indagini, la donna, che nel frattempo ha restituito parte dei soldi, ha fatto richiesta di accedere ad un rito alternativo e ha patteggiato davanti al giudice.(d.p.)

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