Rudere di via Muzi, esposto alla Procura

Il comitato di Santa Maria a Bitetto chiede verifiche sulle responsabilità per la mancata demolizione
TERAMO . La vicenda del rudere a due passi dal teatro romano finisce in procura. A presentare un esposto sulle condizioni dell’immobile fatiscente che si trova tra via Muzi, vico del cigno e largo Anfiteatro è il comitato di quartiere di Santa Maria Bitetto. Nel documento i residenti della zona, che da anni si battono per la demolizione dell’edificio diroccato e la bonifica dell’area circostante, sollecitano i magistrati alla verifica della sussistenza di «ipotesi di reato a carico degli organi della pubblica amministrazione investiti delle richieste e degli obblighi ad essi spettanti in base alle leggi e ai regolamento vigenti in materia». La richiesta trae spunto dalla mancata attuazione, da parte dei proprietari della struttura, delle ripetute ordinanze del Comune per il decoro e la messa in sicurezza della zona. Gli ultimi due provvedimenti riferiti al rudere sono stati firmati nelle settimane scorse dal commissario Luigi Pizzi, ma non hanno sortito alcun effetto pratico. I residenti segnalano un costante peggioramento della situazione che fa registrare «crolli aumentati con il maltempo» e il degrado urbano prodotto dalla presenza nella zona di immondizia e ratti. La fatiscenza del rudere, ingabbato da anni con impalcature e recinzione da cantiere, ha comportato inoltre la chiusura di via Muzi, nel tratto a ridosso del mercato coperto, «che impedisce il normale accesso pedonale e dei veicoli alle abitazioni e ai garage». Il comitato sottolinea, inoltre, che «numerose abitazioni nella zona, nel rispetto delle norme sul centro storico, sono state ristrutturate con cospicui investimenti da parte di cittadini, che attualmente rischiano il crollo del rudere in questione sulle loro proprietà». Per questo i residenti auspicano che l’esposto «possa portare finalmente ad una definizione urgente ed immediata della vicenda». (g.d.m.)
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