Ruspa finisce in una buca nel cantiere del corso

I lavori riprendono con un incidente che per fortuna non ha avuto conseguenze Sono iniziati gli scavi anche in via Cerulli Irelli e in piazza Garibaldi
TERAMO. I lavori in corso San Giorgio sono ripartiti con un incidente. La piccola ruspa utilizzata dall’impresa che sta realizzando l’intervento di riquailificaizone ieri mattina è in parte sprofondata nello scavo al centro dell’area di cantiere. Il problema, a quanto pare, è stato determinato da una manovra errata che ha fatto finire uno dei cingoli nella voragine aperta dalla pala meccanica per creare lo spazio in cui ricollocare le tubature sotterranee. Non si sarebbe trattato dunque di un cedimento della superficie stradale, ma sta di fatto che la piccola ruspa non è riuscita più a venire fuori dall’ampio solco in cui era finita. Per farla riemergere è stato necessario l'intervento di una ruspa più grande che ha riportato sul piano stradale il mezzo sprofondato. L’incidente non ha comportato conseguenze per gli addetti impegnati nel cantiere né per l'andamento dei lavori. Come annunciato nei giorni scorsi dall’amministrazione, infatti, le imprese appaltatrici hanno iniziato gli scavi nel tratto del corso tra l’incrocio con via Cerulli Irelli e piazza Garibaldi. L’area transennata, dunque, è destinata ad estendersi nelle prossime ore anche all'ultima parte dello spazio, finora rimasta libera, da sottoporre all'intervento di riqualificazione. Gli scavi nella zona a ridosso dell'imbocco di piazza Garibaldi serviranno in particolare a posizionare le nuove condotte del Ruzzo. In quella zona, infatti, passa una delle tubature principali dell'acquedotto che, ormai logora, andava sostituita. La società di gestione della rete idrica ha dunque colto l'occasione dei lavori lungo il corso per realizzare l'intervento prima che il Comune proceda all'installazione del nuovo pavimento. «Completeremo così lo smantellamento della vecchia superficie stradale», sottolinea l'assessore ai lavori pubblici Franco Fracassa, «per poi realizzare il massetto e liberare il prima possibile tutta l’area dalle transenne». Il Comune resta in attesa del nulla osta della sovrintendenza archeologica alla copertura degli scavi, in cui sono affiorarti reperti romani. (g.d.m.)
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