Ruzzo, 28 milioni di bollette non pagate

Forlini crea una task force per recuperare il denaro delle utenze. I debiti si riducono ma resta forte la crisi di liquidità
TERAMO. Il nuovo mandato di Antonio Forlini, riconfermato presidente del Ruzzo per i prossimi tre anni, si contraddistinguerà per il pugno duro contro i morosi. L’obiettivo è abbassare la soglia di tutte quelle somme non riscosse che rappresentano una delle voci più spinose in bilancio. Nel bilancio 2015 i crediti verso i clienti ammontano infatti a 28 milioni e 350mila euro, con un incremento di tre milioni rispetto al 2014. Crediti ingenti e bloccati da tempo, che Forlini imputa all'atteggiamento troppo indulgente dell’acquedotto verso i morosi.
Il presidente, affiancato nella presentazione del bilancio dai nuovi consiglieri Alfredo Grotta e Alessia Cognitti, ha spiegato che la morosità di esercizi commerciali, alberghi e ristoranti incide maggiormente rispetto alle utenze domestiche. A titolo di esempio basti pensare che l'ultima fattura scaduta a giugno è stata pagata dal 65% degli utenti sulla prima casa e appena dal 35% delle utenze commerciali. «E' il segno della crisi», spiega Forlini, «ma anche della consapevolezza dell'inerzia del Ruzzo nella gestione degli incassi, che rende il contribuente poco scrupoloso». Per questo una delle priorità è quella di una task force che aggredisca il problema con procedure celeri e determinate. in modo da verificare i ritardi e procedere con azioni esecutive.
Intanto dall'analisi del bilancio di esercizio, approvato dall'assemblea dei soci, si evince una modesta perdita d'esercizio pari a 750mila euro, pari a circa un quinto di quella registrata nel 2014 quando le perdite ammontavano a 3milioni e 750mila euro. Se è vero che permane una cronica crisi di liquidità, destinata secondo il presidente Forlini a rimanere «il punto debole della società ancora per molto tempo a causa dei debiti accumulati negli anni», è altrettanto vero che diminuiscono di un milione e 200mila euro i debiti verso fornitori e banche, attestandosi a 17 milioni e mezzo nel 2015. Si è tornati anche a effettuare investimenti per un importo di due milioni 573mila euro, con un incremento di 345mila euro rispetto al 2014. Da segnalare anche i debiti netti che devono essere restituiti: nel 2015 sono pari a 15.889mila euro con un decremento di 1.994mila rispetto al 2014.
Forlini ha fatto il punto sui lavori, tra cui spicca l'avvio del progetto di sfruttamento idroelettrico del salto di San Pietro a Isola del Gran Sasso, che prevede la realizzazione di un impianto per la produzione di energia da rivendere al sistema di gestione della rete elettrica nazionale. Per quel che riguarda il bando dei nuovi depuratori a Tortoreto e Alba Adriatica per un importo di 25 milioni di euro, è in corso la procedura degli espropri. A ottobre scade invece la gara da 28 milioni di euro per il nuovo potabilizzatore della costa, che andrà in appalto nel 2017 e che prevede che i ribassi di gara siano convertiti in opere. Resta tanta strada da fare per le somme che il Ruzzo deve ai Comuni sulle anticipazioni versate per le opere di depurazione. Grotta e Cognitti faranno parte di un gruppo di lavoro per aprire una riflessione sulla possibilità di frazionare il pagamento di questi debiti in 10 anni. «L'equilibrio finanziario è migliorato e quindi aumentano le possibilità di tornare a investire fra un paio di anni in qualità e servizi», ha detto Forlini, «il percorso di risanamento ha iniziato a dare i suoi frutti ma è una strada lunga. Il sostegno delle banche rimane indispensabile anche se è sempre più difficile ottenerlo». Infine, chiamato rispondere se la politica faccia bene o male al Ruzzo, Forlini ha detto: «Dipende, quando individua le persone giuste può fare del bene».
Marianna De Troia
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