Ruzzo, cento lavoratori a rischio: «Serve la mediazione dei sindaci»

31 Marzo 2022

I sindacati lanciano l’appello ai primi cittadini per salvare i contratti dei precari in scadenza domani: «Le esigenze di efficienza del servizio e di rispetto delle regole non possono ricadere sui più deboli»

TERAMO . «La necessità di efficienza del servizio idrico, nel rispetto delle norme, non può ricadere sui precari». Resta alta la tensione tra sindacati e Ruzzo Reti sul futuro dei 100 lavoratori a tempo determinato dell’azienda. L’incontro in prefettura, convocato dopo la proclamazione dello stato di agitazione, non è servito ad avvicinare le posizioni in vista della scadenza dei contratti prevista per domani.
Le risultanze della riunione sono state esaminate nel corso di un’assemblea con i precari a rischio. «I lavoratori, visto l’esito negativo dell’incontro in prefettura alla presenza dei vertici aziendali della Ruzzo Reti, della rappresentanza della società di somministrazione Lavorint Spa e dei vertici dell’Ersi, hanno espresso forti preoccupazioni e profondo disagio per la mancanza di soluzioni alla vertenza», fanno sapere la Rsu e le segreterie di Segreterie di Filctem, Femca Uiltec, Nidil, Felsa e Uiltemp, «oggetto della discussione è il piano triennale di efficientamento, proposto dall’azienda a seguito dei rilievi mossi dall’Ersi, che prevede una riduzione insostenibile del 40% dell’orario di lavoro su circa 80 unità su un totale di 103 lavoratori in somministrazione».
I sindacati, rispetto alla soluzione prospettata per scongiurare il taglio dei contratti in base alle indicazioni dettate dall’ente regionale di controllo, hanno proposto «una serie di soluzioni alternative, compatibili con l’equilibrio complessivo del piano aziendale, non trovando alcuna disponibilità dalle controparti». Le organizzazioni di categoria e i lavoratori, dunque, si appellano ai sindaci che di recente, in assemblea, hanno votato per il riaffidamento alla Ruzzo Reti della gestione del ciclo idrico «per riesaminare complessivamente la situazione e individuare soluzioni strutturali tali da garantire la continuità, l’efficienza del servizio e il superamento della precarietà occupazionale dei lavoratori». L’auspicio è che il confronto riparta grazie ai rappresentanti delle istituzioni «con l’obbiettivo di superare l’approccio esclusivamente tecnicistico al problema, che di fatto ha riempito il vuoto decisionale e di visione strategica, condizionando l’intera vicenda».
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