Ruzzo, confermato il cda uscente Teramo è in netta minoranza

2 Dicembre 2018

Regge l’accordo Gatti-Ginoble, Alessia Cognitti diventa presidente. Solo sette sindaci con D’Alberto che lancia frecciate: «Operazione di dubbia legittimità e da verificare. Questa è vecchia politica»

TERAMO. L'assemblea del Ruzzo, come prevedibile, non ha riservato sorprese di sorta. L'accordo trasversale Gatti-Ginoble ha confermato il cda uscente con un mero rimescolamento di cariche: Alessia Cognitti alla presidenza, Antonio Forlini come membro del cda e Alfredo Grotta ancora alla carica di vice. A votare Cognitti presidente sono stati tutti i 26 Comuni rappresentati in aula al momento della votazione, con Teramo finito in minoranza e la sua posizione sostenuta solo da sette Comuni, di cui due, quelli di Montorio e Tossicia, ieri assenti. Ad appoggiare la linea del primo cittadino Gianguido D'Alberto ieri erano solo i sindaci di Crognaleto, Castelli, Mosciano, Colonnella e Morro d'Oro (tutti usciti prima del voto), mentre tutti gli altri primi cittadini non hanno lesinato apprezzamenti e attestati di stima per i tre membri dimissionari e immediatamente rinnovati del cda. Un cda che il sindaco di Notaresco e presidente della Provincia Diego Di Bonaventura ha definito come «il primo di natura manageriale e non politica».
Un leit motiv che non è andato giù al sindaco di Teramo D'Alberto, che nell'attaccare quello che ha definito come «il frutto di un accordo politico trasversale precostituito» ha definito «di dubbia legittimità» l'iter seguito. Una posizione espressa in assemblea ma rigettata dagli altri Comuni, che sono andati avanti senza colpo ferire. «Al momento della nomina del nuovo consiglio di amministrazione abbiamo abbandonato l'aula in quanto per noi ci sono dubbi di legittimità», ha commentato il sindaco della città capoluogo, «i tre membri del cda si sono dimessi ufficialmente oggi (ieri, ndr) e lo statuto prevede che non si possano votare le nuove nomine nello stesso giorno. Per questo avevamo chiesto la convocazione di una nuova assemblea. Ma la nostra richiesta è stata bocciata perché avevano già deciso tutto. Si è rappresentato un copione già scritto, con la conferma del vecchio cda senza accogliere la proposta di arrivare ad un avviso pubblico». La forza dei numeri per D'Alberto rappresenterebbe tutta la debolezza di un vecchio modo di fare politica. «È chiaro che è stata un'operazione predeterminata, fatta in pochi giorni, un blitz figlio di un accordo politico trasversale a tutti gli effetti. Adesso approfondiremo la questione e alla luce di quanto emerso oggi nel corso del dibattito in assemblea faremo ogni valutazione a tutela della società, dei soci, dei cittadini e dell'azienda stessa, anche in considerazione del fatto che il Comune di Teramo, e quindi la città, è ad oggi il principale creditore nei confronti della Ruzzo Reti, per una somma di circa 3 milioni e mezzo di euro», ha concluso il primo cittadino.
Ieri, in ogni caso, Teramo è apparsa ancora una volta isolata, con il Comune capoluogo di provincia relegato a mero osservatore di giochi decisi su altri tavoli. Polemiche che non sfiorano minimamente il neo presidente del Ruzzo Alessia Cognitti. «L'assemblea ha deciso di confermare un percorso di continuità rispetto al passato», ha detto, «voglio però dire che rispetto alle polemiche dei giorni scorsi non mi sono sentita toccata perché tutto penso di essere tranne che una figura politica. Sono avvocato da vent’anni, laureata con il massimo dei voti e specializzata, faccio l'avvocato, quindi non sono io quella che fa politica negli enti sinceramente». Ora si guarda al futuro, con Forlini che rappresenterà, come dichiarato dal presidente della Provincia Di Bonaventura, «il garante della prosecuzione di quell'opera di risanamento iniziata alcuni anni fa».
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