Ruzzo, D’Alberto batte subito cassa

Alla sua prima partecipazione all’assemblea chiede alla società il pagamento del debito da quattro milioni di euro
TERAMO. Alla sua prima partecipazione all’assemblea del Ruzzo il sindaco Gianguido D’Alberto ha subito messo sul tavolo una questione spinosa nei rapporti tra la società e il Comune che ne è il principale azionista: quella del credito vantato dall’ente. Si tratta di quattro milioni di euro che l’amministrazione cittadina deve da tempo incassare per l’utilizzo della rete di distribuzione dell’acqua. «Quei soldi ci servono», scandisce il primo cittadino. Il presidente del Ruzzo Antonio Forlini, nel presentare i dati del conto consuntivo al 2017, ha chiesto ai sindaci in rappresentanza dei Comuni soci di spogliarsi delle vesti di amministratori locali e ragionare da proprietari dell’importante società pubblica.
Un invito raccolto da D’Alberto, che sottolinea «il senso di responsabilità necessario per affrontare una situazione complessa come quella del Ruzzo», ma rispetto al quale non cambia l’esigenza di recuperare in tempi certi la somma dovuta dall’azienda acquedottistica. «È un problema che riguarda tutti i Comuni che fanno parte della società», osserva D’Alberto, «ma Teramo è quello principale e ha la quota maggiore da riscuotere». Il Ruzzo dovrebbe sborsare in tutto 19 milioni di euro che, se venissero contemporaneamente pretesi dalle amministrazioni creditrici anche con atti ingiuntivi, farebbero saltare la società. «Per questo da parte nostra ci sarà la massima collaborazione», ribadisce il primo cittadino che in assemblea ha sollecitato l’adozione di «un piano di rientro che fissi forme e tempistica di pagamento». Con maggiori certezze in tal senso, infatti, l’amministrazione avrebbe quanto meno la possibilità di iscrivere in bilancio le cifre da introitare, dando respiro ai conti in rosso dell’ente. «C’è una responsabilità anche nei confronti della comunità», rileva D’Alberto, «perché quel debito incide sul bilancio e sull’anticipazione di cassa, con il rischio di ripercussioni sui servizi». L’esposizione bancaria dell’ente è stata ridotta nei mesi scorsi dal commissario proprio comprimendo le spese relative ad alcune prestazioni fornite dal Comune e su contribuzioni come quelle erogate alle società sportive. «Non abbiamo alcuna intenzione di fare scelte dolorose», chiarisce il sindaco, «e il recupero del credito nei confronti del Ruzzo aiuterebbe a rimettere in sesto le finanze del Comune, con un incremento del flusso di liquidità». Rispetto al passato, tra l’altro, da quest’anno l’amministrazione pagherà un interesse di circa il 4% sull’anticipazione di cassa, che rappresenterà un aggravio di costo per i soldi prestati dalla Popolare di Bari. Su un importo di 15 milioni di euro, com’è stato negli anni corsi, l’ente dovrebbe sborsare dunque 500mila euro in più l’anno. Questa valutazione, insomma, rende ancora più urgente la pianificazione del saldo del debito. Un vantaggio è rappresentato dal fatto il rapporto con il Ruzzo, nella trattativa per il recupero dei quattro milioni, risulterà più agevole in confronto al passato. «La richiesta della somma non deve più passare attraverso l’Ato», sottolinea il sindaco riferendosi all’ente d’ambito d’indirizzo sulla gestione delle risorse idriche, «per cui possiamo saltare un passaggio». Nel voto sul conto consuntivo della società D’Alberto si è astenuto «perché fa riferimento a un periodo in cui non ero in carica e presenta criticità».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

