Ruzzo, Forlini incassa il sì del centrosinistra

13 Luglio 2016

Di Sabatino: ma adesso dovrà confrontarsi con i sindaci sui numeri del bilancio Il Cda resta a tre componenti: uno sarà una donna mentre Lucanardo è a rischio

TERAMO. Le consultazioni avviate in casa del centrodestra e del centrosinistra consegnano quattro elementi nuovi per la definizione della nuova governance del Ruzzo che uscirà sabato dall'assemblea dei sindaci e che conterà anche una donna. Il primo è che Antonio Forlini potrà contare sull'appoggio del centrosinistra ma, come ribadito dal presidente della Provincia Renzo Di Sabatino delegato dai "suoi" sindaci, la sua conferma deve essere passare per nuovo accordo.

Tradotto significa che Forlini avrà nuovi interlocutori, e dovrà tenere bene a mente che la sua presidenza sarà frutto di una decisione collegiale dei sindaci. E difatti la nota diffusa da Di Sabatino ricorda chiaramente che la nomina del presidente uscente avvenne con modalità non condivise. «Un accordo notturno tra Sottanelli e Chiodi» per dirla con le parole del presidente «ma che adesso necessita di un accordo diverso che dia centralità e peso all'assemblea dei soci».«I sindaci di centrosinistra esprimono apprezzamento per il lavoro svolto dal presidente Forlini e ritengono che per il processo di risanamento sia più funzionale evitare una interruzione dell'attuale governance. Tuttavia, la delegazione di centrosinistra, è convinta che vi siano delle questioni che vadano affrontate prima di una eventuale riconferma di Forlini: le modalità non condivise con le quali si arrivò alla sua nomina la perdurante criticità finanziaria ed economica della società e alcune criticità gestionali, una carenza di interlocuzione con i Comunu quali soggetti più vicini alle esigenze dei cittadini».

Il secondo punto fermo è la volontà di entrambi gli schieramenti di lasciare invariata la composizione del Cda a tre membri. Con una puntualizzazione che arriva sull'opportunità di un bando come ha chiesto il sindaco di Giulianova Mastromauro. «Nel momento in cui c'è l'accordo» evidenzia Di Sabatino «è inutile procedere con un bando poiché significherebbe mettere in dubbio la fiducia che riponiamo su Forlini, il quale tuttavia dovrà confrontarsi con i sindaci sui numeri del bilancio». L'incontro è fissato per oggi a mezzogiorno.

Il terzo elemento è rappresentato dal fatto che in Cda ci sarà una donna. Lo prevede la legge sulla rappresentanza di genere, ma per Di Sabatino è da garantire a prescindere rappresentanza femminile nel Cda. Il quarto è costituito dal fatto che Giancarlo Di Lucanardo, sostenuto dal gruppo di Teramo Soprattutto di Dodo Di Sabatino, potrebbe non avere i numeri nemmeno per il Cda visto che il suo nome è sostenuto solo dal sindaco Maurizio Brucchi, tra le perplessità degli altri sindaci che non ci stanno a sostenere Di Lucanardo solo per problemi di quadratura politica interni al Comune di Teramo.

Marianna De Troia

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