Ruzzo, il Tar dice no al ricorso di Berardini del M5S

16 Giugno 2020

TERAMO . Non sono necessari i nomi di operatori e guardie giurate in servizio al potabilizzatore di Montorio per accertare il corretto funzionamento dell’impianto. È quanto disposto dal Tar nella...

TERAMO . Non sono necessari i nomi di operatori e guardie giurate in servizio al potabilizzatore di Montorio per accertare il corretto funzionamento dell’impianto. È quanto disposto dal Tar nella sentenza che ha dichiarato irricevibile il ricorso del deputato grillino Fabio Berardini contro il diniego di consegna della documentazione da parte di Ruzzo reti. Il parlamentare aveva presentato una richiesta di accesso agli atti a cui l’azienda avrebbe solo parzialmente dato riscontro. Berardini aveva sollecitato l’acquisizione di copia dei «registri giornalieri di conduzione dell’impianto di potabilizzazione di Montorio al Vomano con riferimento al primo trimestre degli anni 2017, 2018, 2019, nonché l’elenco dei nominativi delle guardie private dipendenti della società di vigilanza che gestiva la sorveglianza notturna e festiva dell’impianto stesso». L’istanza era motivata dalla «predisposizione di atti parlamentari di indirizzo, di sindacato ispettivo ed altre comunicazioni alle autorità preposte». Ruzzo reti ha consegnato i registri ma non gli elenchi del personale, adducendo ragioni di riservatezza. Il recepimento parziale della richiesta ha indotto dunque Berardini a presentare il ricorso al Tar. Secondo il parlamentare l’acquisizione completa degli atti sarebbe stata necessaria per «verificare la correttezza delle attività di rilevante interesse pubblico operate dalla Ruzzo reti Spa, in merito ad un bene di vitale importanza quale l’acqua». Quest’argomentazione, però, non ha convinto il giudice. La sentenza dichiara irricevibile l’istanza riguardante gli elenchi del personale in quanto «non appariva affatto necessaria ai fini della conoscenza delle modalità di funzionamento del potabilizzatore». (g.d.m.)