Ruzzo, salvi i 110 posti

4 Agosto 2017

Ufficializzato il parere legale nell’incontro azienda-sindacati

TERAMO. Tirano un sospiro di sollievo i dipendenti del Ruzzo che ormai da qualche anno vivono sul filo del rasoio.
Si è svolto in Provincia al tavolo delle Relazioni industriali, in incontro fra azienda e sindacati sul tema delle presunte assunzioni illegittime della Ruzzo Reti spa. Sarebbero 110 – o 57 a seconda del periodo preso in considerazione – i dipendenti i cui contratti si temeva fossero nulli perchè assunti per chiamata diretta e quindi senza concorso da precedenti amministrazioni.
Dal confronto, secondo quanto si legge nel verbale sottoscritto in Provincia, «emerge un quadro che pone come ‘linea spartiacque’ l’anno 2008».
L’obbligo della selezione pubblica, in particolare, sarebbe stato obbligatorio dal decreto legge n. 112 del 25 giugno 2008, convertito dalla legge 6 agosto 2008 n. 133, che fa decorrere dal sessantesimo giorno successivo alla conversione (5 ottobre 2008) tale obbligo per le partecipate pubbliche. Quindi le assunzioni avvenute precedentemente sarebbero valide. E nel periodo successivo ci sono state due assunzioni, ma di categorie protette e al termine di un processo di selezione, per cui anche queste dovrebbero essere sicure.
«L’esame si è avvalso del parere – richiesto dalla Ruzzo Reti Spa - dell’avvocato Carlo Malinconico, il quale ha svolto “una approfondita analisi cronologica” e ricostruito in maniera analitica la “natura giuridica dei soggetti avvicendatisi nel tempo”, facendo emergere il comportamento corretto dell’azienda e la non applicabilità al caso specifico della legge regionale 23 del 2004 sulla disciplina dei servizi pubblici locali a rilevanza economica», si legge in una nota del Ruzzo.
All’incontro, oltre al presidente della Provincia Renzo Di Sabatino e al responsabile del servizio relazioni industriali dell’ente Pierluigi Babbicola, hanno partecipato per la Ruzzo Reti Spa Antonio Forlini e Alessia Cognitti, rispettivamente presidente e componente del Cda, e la Rsu dell’azienda, assistita da Serafino Masci, Giampiero Dozzi e Alfiero Di Giammartino, rispettivamente segretari provinciali di Femca Cisl, Filctem Cgil, Uil-Fpl.
«Dal nostro punto di vista ora la partita è chiusa», commenta Forlini, «noi avevamo necessità di avere un parere che confermasse o confutasse quelli precedenti. Dal momento che l'Ato aveva sempre sottolineato l’illegittimità di certe assunzioni, ora il parere gli sarà inoltrato. La presa d’atto di questo parere ci dovrebbe consentire di rimuovere ostacoli a nuove assunzioni e finalmente colmare il gap con l'organico previsto nel piano industriale. Finora abbiamo sopperito con gli interinali».
Soddisfatti anche i sindacati. «Noi eravamo conviti che questo fosse l'unico esito ragionevolmente possibile in una vicenda che durava ormai da troppi anni, su cui si è fatta anche disinformazione e che aveva a che fare con la vita lavorativa, con la vicenda umana di tanti dipendenti assunti da tanti anni che hanno dovuto convivere con una situazione di incertezza fuori misura. Ci auguriamo che su questa storia non si aprano nuove polemiche e strumentalizzazioni inutili», commenta Serafino Masci.
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