Sì alla settimana corta, scoppia la protesta

2 Luglio 2015

La decisione assunta dal consiglio d’istituto del primo circolo contestata dai genitori. Perplesso anche il Comune

GIULIANOVA. Un gruppo di genitori degli alunni del primo circolo comprensivo di Giulianova (che comprende materna, elementare e medie di Colleranesco e Giulianova paese), diretto da Carmen Di Odoardo, hanno manifestato ieri nel piazzale della scuola media Pagliaccetti contro la decisione, presa proprio ieri dal consiglio di istituto, di adottare la settimana corta. Circa trenta genitori si sono presentati alle 13, orario previsto per il collegio, con i cartelli su cui era scritto “No alla settimana corta”.

Non per partito preso, hanno spiegato i genitori, ma perché la decisione è stata presa senza aver prima interpellato tutte le famiglie. Per questo, sono state raccolte più di 600 firme per opporsi alla decisione, sottoscrizioni che verranno protocollate e consegnate alla dirigente scolastica, la quale si è sempre detta favorevole alla settimana corta. Il sondaggio “settimana corta sì, settimana corta no” è stato infatti rivolto solo alle ultime classi della materna, cioè alle famiglie degli alunni che devono entrare alle elementari a settembre, le classi quinte elementari e le terze medie, questi ultimi non interessati alla settimana corta nel prossimo anno scolastico.

Una delegazione di genitori è stata accolta nell’aula dove si stava svolgendo il collegio docenti. Qui, la preside, prendendo atto del loro malcontento, ha dichiarato che la questione non sarebbe dovuta più andare avanti e poi è uscita. Il consiglio, però, ha proseguito lo stesso e ha votato il punto all’ordine del giorno che non era stato ritirato. Con 6 voti a favore e due contrari (una insegnante e il rappresentante dei genitori), è stato approvato il nuovo orario: alle elementari gli alunni faranno per 4 giorni l’orario 8,20-13,20 e il martedì 8,20-15,50; gli alunni delle medie invece, 8-14 tutti i giorni. Il sabato, ovviamente, tutti a casa. Non tutti gli insegnanti, tuttavia, sono d’accordo nell’adozione della settimana corta. A parte il mancato coinvolgimento nella decisione, che alcuni genitori hanno definito «antidemocratico», le mamme hanno lamentato il fatto che i figli che frequentano le elementari saranno costretti il martedì a mangiare un panino al volo, seduti sul banco per 7 ore di fila, perché non ci sono le mense. Anche tutte le attività post scolastiche sarebbero a rischio, perché il pomeriggio dei ragazzi sarebbe impegnato a fare i compiti. Inoltre, hanno spiegato altri genitori, le scuole giuliesi non sono strutturalmente attrezzate per lo svolgimento della settimana corta, a partire dal trasporto scolastico. In questo contesto, si sono inseriti anche il sindaco Francesco Mastromauro e l’assessore all’istruzione Nausicaa Cameli, che sono venuti a sapere dell’imminente decisione solo il pomeriggio prima del collegio. «Noi non siamo né a favore, né contro la settimana corta», ha spiegato Cameli, «nel senso che all’amministrazione va bene qualsiasi scelta prenda la scuola, purchè questa venga condivisa. E ciò non è stato fatto. Bisognava discuterne insieme anche per quanto riguarda il problema logistico dei trasporti. La settimana corta è stata approvata senza prima sapere se ci sono pulmini disponibili». Amministrazione e genitori, dunque, chiedono un passo indietro e lo svolgimento di un sondaggio che includa le famiglie di tutte le classi.

Margherita Totaro

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