S’indaga sui fondi post sisma

Nuove acquisizioni di documenti, per ora non ci sono indagati
TERAMO. Le inchieste aperte dalla Procura teramana sul fronte scuole e sisma proseguono con l’acquisizione di atti. Nei giorni scorsi il pool di carabinieri e finanza, su delega della procura, è tornato ad acquisire ulteriore documentazione. Atti che si aggiungono a quelli già acquisiti nelle scorse settimane in Provincia e in Comune. Perchè è l’uso dei fondi stanziati per le scuole dopo il terremoto del 2009 a delineare il contesto in cui si muovono i pm: quei soldi arrivati da Governo e Regione nel 2014 sono stati utilizzati per l’adeguamento antisismico, così come previsto, o per finanziare altri tipi di interventi? E’ questo il filo che lega l’inchiesta della Procura teramana sui 32 istituti scolastici, a partire dagli asili fino alle superiori. Per capire il perchè scuole destinatarie di fondi per lavori antisismici dopo le scosse del 24 agosto e del 30 ottobre si siano ritrovate con tanto di crepe e lesioni a minare la sicurezza di alunni e insegnanti. Le ipotesi di reato contestate nel fascicolo, che per ora è aperto contro ignoti e quindi ancora senza nessun indagato, sono quelle di omissioni d’atti d’ufficio e omissione di lavori in edifici che minacciano rovina. E in questa prima fase i sostituti procuratori del pool dei reati contro la pubblica amministrazione coordinati dal procuratore Antonio Guerriero hanno delegato a carabinieri e finanzieri l’acquisizione di contratti d’appalto, affidamenti e atti vari in tutti gli enti di competenza.(d.p.)
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