Sabato a Tortoreto l’ultimo saluto all’artigiano ucciso

I funerali di Di Silvestre si terranno nella chiesa del Lido a quattro mesi dal ritrovamento dei suoi resti bruciati
TORTORETO. L’ultimo saluto dei suoi cari, dei suoi amici, della tanta gente di Tortoreto che lo ha conosciuto e apprezzato come valido artigiano. Dopo quattro mesi da quella drammatica scoperta sul monte dell’Ascensione, sabato mattina l’addio a Demetrio Di Silvestre, 56 anni, marito e padre, uscito dalla sua casa di Tortoreto la mattina del 15 novembre per andare ad un appuntamento di lavoro, assassinato e dato alle fiamme sul monte alle porte di Ascoli. I funerali si svolgeranno alle 10.30 nella chiesa Santissima Maria dell’Annunziata.
Dopo la riconsegna dei resti da parte del Ris di Roma alla Procura di Ascoli, la conclusione dell’inchiesta sembra ormai vicina. Nei laboratori del quartier generale della Capitale gli esperti del Ris hanno accertato che l'artigiano è stato dato alle fiamme in una sorta di incavo realizzato nel terreno, quasi una sorta di braciere dove gli assassini hanno versato del liquido infiammabile, molto probabilmente della benzina. E quel corpo, raccontano ancora gli accertamenti tecnici, è bruciato per ore: cinque, forse sei. Fino all'alba, fino a quando quel pastore arrivato sul monte dell'Ascensione ha dato l'allarme. Forse è stato ucciso sul posto, forse altrove. Il fascicolo del pm Umberto Monti (lo stesso che ha seguito le indagini sull'omicidio di Melania Rea prima che l'inchiesta passasse a Teramo per competenza territoriale) per ora resta senza indagati. Va detto che in questa indagine le immagini catturate dalle telecamere hanno segnato un punto a favore degli investigatori. Sono quelle di un distributore di Montalto, nell'Ascolano, che hanno ripreso la Bmw del piastrellista (successivamente ritrovata nel vicino parcheggio di un negozio) guidata da due uomini: a quell'ora molto probabilmente Di Silvestre era già stato ucciso. Le immagini raccontano che uno dei due è sceso dall'auto e ha riempito una tanica di benzina, forse la stessa usata per bruciare il cadavere. Nelle mani degli investigatori ci sono anche i tabulati del telefono cellulare dell'uomo lasciato a casa: l'attenzione si è concentrata su alcune chiamate ricevute qualche giorno prima della scomparsa. Che gli investigatori in questi mesi hanno cercato di mettere a fuoco dopo aver sentito tanti conoscenti dell'uomo, da tutti descritto come un padre di famiglia tutto casa e lavoro, quel lavoro da piastrellista che lo aveva portato ad avere una piccola impresa artigianale.(d.p.)
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