Saccuti, confermata la condanna bis

18 Aprile 2018

In appello la pena scende da cinque a quattro anni. L’ex economo dovrà risarcire il Comune di Tortoreto con 1,2 milioni

TORTORETO. Ci sono le sentenze a scandire fatti che segnano per sempre. Come il caso Saccuti a Tortoreto, con l’ex economo del Comune accusato di aver intascato per quasi dieci anni oltre un milione di fondi dell’ente e finito imputato in due procedimenti per peculato, truffa, falso e accesso abusivo al sistema informatico .
L’ultimo pronunciamento è quello con cui, l’11 aprile, la corte d’Appello ha confermato la condanna bis per Pasqualino Saccuti condannandolo a pagare una provvisionale immediatamente esecutiva di un milione e 200mila euro al Comune tortoretano costituitosi parte civile (rappresentato dall’avvocato Gabriele Rapali). Il collegio dei giudici (presieduto da Luigi Catelli) ha rideterminato la pena che dai cinque anni del primo grado è passata a quattro anni e undici mesi perchè i magistrati hanno stabilito che per il caso di un mandato di pagamento era già stato giudicato anche in secondo grado. Per l’ex economo di Tortoreto questa è la seconda condanna confermata in appello. Nel 2012 venne condannato a tre anni (al termine di un rito abbreviato) per reati analoghi perché giudicato colpevole di aver cercato di acquistare un costoso Suv in una concessionaria di auto delle marche pagandolo con i soldi del Comune. Proprio da quella vicenda nacque la seconda inchiesta del pm David Mancini della Procura distrettuale antimafia dell’Aquila – competente per questo tipo di reati – che aveva scoperto l’esistenza di altre operazioni poco chiare fatte dall’allora economo del Comune e che facevano sospettare che avesse utilizzato fondi pubblici per consistenti spese personali. Tra queste un appartamento di 150 metri quadrati con annessi box, due moto, tre automobili, quote di multiproprietà immobiliari, oggetti di arredamento, materiale elettronico, articoli sportivi e perfino le attrezzature per una lavanderia automatica a gettone. Tutti beni che vennero sequestrati dalla Procura e che nel tempo sono stati confiscati. Per questi ultimi fatti nel 2015 Saccuti (sempre al termine di un rito abbreviato) venne condannato a cinque anni. Nel tempo anche la giustizia contabile si è espressa sul caso Saccuti. La Corte de Conti, infatti, ha riconosciuto la responsabilità amministrativo-contabile condannando l’ex ragioniere dell’ente e le due banche che all’epoca dei fatti gestivano il servizio di tesoreria al pagamento, rispettivamente, di 1.240.824,42 euro, 80mila euro e 130mila euro nei confronti del Comune di Tortoreto. All’ex responsabile la magistratura contabile ha contestato la sottrazione e la destinazione di fondi pubblici per fini privati. Per la Corte dei Conti, invece, le banche, in funzione del loro ruolo di servizio pubblico di tesoreria, hanno assunto una responsabilità amministrativo-contabile.
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