Saffo diviso, proteste degli studenti

Il liceo chiede sette aule alla Milli, affisso striscione per avere una sede nuova
ROSETO. Il problema del dislocamento delle aule del liceo Saffo in vari edifici va avanti ormai da circa venti anni, e l’alto numero dei nuovi iscritti per l’anno scolastico 2018-2019, circa 100, ha costretto la dirigente scolastica, Elisabetta Di Gregorio, a chiedere alla Provincia ulteriori sette classi, messe a disposizione dal Comune di Roseto nella scuola “Milli”.
Professori e studenti, oramai, si sono abituati a questa situazione, ma da tempo si parla di un nuovo polo liceale “Saffo” in grado di contenere tutte le aule in un unico edificio, anche se fino a questo momento poco è stato fatto. Per questo, nei giorni scorsi, davanti ai cancelli del liceo sono stati affissi, dal gruppo “Azione studentesca”, dei manifesti con su scritto “Nuovo anno vecchi problemi, sì al nuovo Saffo”, riferendosi alla carenza di aule ma anche a spazi poco idonei per laboratori e attività fisica. «Anche quest’anno il liceo si trova a dover affrontare il consueto problema della carenza di aule scolastiche», scrive nella nota azione studentesca, «costringendo molti studenti a dividersi in più di cinque plessi, creando enormi disagi a professori e studenti. Ricordiamo che dal 2001 la Provincia di Teramo ha in locazione sette aule nell’istituto Bambin Gesù (edificio vecchio), e dal 2002 tre classi e una palestra nel medesimo istituto (edificio nuovo), a cui quest’anno poi si sono aggiunte sette classi dislocate nella scuola ‘Giannina Milli’, che richiedono lavori di ammodernamento a carico della Provincia di circa 100mila euro. Sul programma triennale delle opere pubbliche 2016-2018 non c’è traccia della voce, presente negli anni passati, relativa al finanziamento del nuovo polo scolastico Saffo, sbandierato per anni da qualsiasi giunta di centro-sinistra di questa Provincia».
Azione Studentesca torna a chiedere con forza un nuovo plesso idoneo a contenere i numeri sempre crescenti degli alunni attirati dall’offerta formativa del Saffo, che lo rendono una punta di diamante non solo della Provincia ma dell’intera Regione. «Da 17 anni invece», continua la nota, «la Provincia ha preferito sperperare denaro pubblico per l’affitto delle aule alla congregazione delle suore oblate del Bambin Gesù, invece che realizzare con quei soldi un’opera che avrebbe garantito aule decorose, laboratori all’avanguardia e palestre funzionali. Il nuovo liceo Saffo è necessario e non più rimandabile». (l.v.)
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