Sagra delle sagre, addio ad Alba

29 Luglio 2015

Il nuovo regolamento la rende impossibile, protesta la Pro Loco storica

ALBA ADRIATICA. La Sagra delle Sagre non potrà più tornare ad Alba Adriatica, mentre le feste di quartiere sono a rischio estinzione. A pochi giorni dall’approvazione in consiglio comunale dell’attesissimo regolamento delle sagre e delle feste si scatena l’ira di Renato Pantoli, presidente della Pro loco storica e patron della Sagra delle Sagre, evento che da tre anni è in esilio dalla città: «È una pazzia, un regolamento che non viene dalla concertazione ma è espressione solo di una categoria, quella dei ristoratori, mentre la politica è stata fatta fuori». Lui stesso, poche ore prima dell’approvazione del testo, aveva chiesto ai consiglieri comunali di rimandare l’approvazione per avviare una consultazione con tutte le associazioni. L’auspicio è rimasto talmente inascoltato, che addirittura la maggioranza del sindaco Tonia Piccioni ha approvato il regolamento anche con i voti del gruppo di opposizione di Nicolino Colonnelli, che ha ottenuto in cambio piccole modifiche.

Alba Adriatica avrà quindi una sola e unica sagra che si terrà in bassa stagione (non in luglio e agosto) per cinque giorni e che sarà scelta da una commissione con rappresentanti delle associazioni di categoria. Ma se la Sagra delle Sagre è vetrina dell’intera Val Vibrata, il dettaglio che la manda definitivamente in esilio da Alba Adriatica è questo: la nuova sagra dovrà avere tra i suoi piatti almeno l’80% di prodotti tipici della città. Poi c’è il capitolo feste di quartiere, che dalla prossima estate potranno sì svolgersi in alta stagione, ma per soli tre giorni, con un massimo di 100 posti a sedere (una dozzina di panche) e solo due piatti in produzione. «Sarà praticamente impossibile ammortizzare le spese, c’è già chi pensa di rinunciare», commenta Pantoli, solidarizzando con le associazioni di quartiere.

Luca Tomassoni

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