Sala espositiva, petizione contro la chiusura
Comune, iniziativa di Teramo Nostra per bloccare il trasferimento dell’Urp nei locali di via Palma
TERAMO. Un documento da far sottoscrivere alle associazioni culturali e agli artisti teramani per scongiurare la chiusura della sala espositiva di via Nicola Palma, o meglio il cambio di destinazione d’uso dei locali che verranno allestiti per ospitare l’ufficio relazioni con il pubblico del Comune. E’ l’idea di Teramo Nostra, sul piede di guerra contro la novità che l’amministrazione comunale ha introdotto a partire dal 1° dicembre nell’ambito di un più vasto taglio dei fitti passivi con cui si è provveduto ad accorpare, o a spostare in sedi comunali, tutti quegli uffici per cui il Comune pagava un canone d’affitto: nel caso dell’Urp al vescovado.
Ma su questa scelta è insorto prima il consigliere comunale del Pd Alberto Melarangelo e poi l’associazione culturale presieduta da Piero Chiarini che in questo provvedimento leggono una mortificazione degli spazi e della libertà di espressione dei giovani talenti teramani. «La sala espositiva comunale venne aperta nel 1999 per mostre personali e collettive degli artisti abruzzesi e oltre», spiega il direttore artistico Sandro Melarangelo, «E’ l’unico spazio pubblico espositivo che ha una capienza sufficiente per le mostre e che offre la possibilità ai giovani artisti usciti dal liceo e dall'istituto d'arte di poter fare curriculum. Altre sale espositive pubbliche», prosegue Melarangelo in riferimento all’Arca, ai musei civici o alla pinacoteca «sono gestite da qualificati operatori culturali che però hanno una precisa linea di indirizzo soggettiva e quindi di fatto selettiva».
Teramo Nostra ritiene miope la scelta del Comune anche in termini di risparmio economico dal momento che gli artisti per esibirsi nei locali pagherebbero un canone settimanale di circa 150 euro e dal momento che il Comune dispone di altri centralissimi locali per ospitare l’Urp. Chiarini suggerisce altre soluzioni possibili come alcuni immobili comunali di piazza Verdi, ma anche Casa Urbani in vico del Pensiero. Tra le ipotesi che il presidente di Teramo Nostra pone all’attenzione del sindaco ci sono anche dei locali a piano terra sempre in via Palma, poco distanti dalla sala espositiva dove nei decenni passati era allogata la "bassa macelleria". «Chiediamo al sindaco di recedere e di considerare le necessità degli operatori artistici per mantenere in vita uno dei luoghi culturali che davvero offre una vetrina importante per tutti. Non lamentiamoci poi se i giovani occupano abusivamente i locali sfitti del centro». (m.d.t.)
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