Sala gremita per l’assemblea anti-Tari

25 Novembre 2017

Roseto, in centinaia a Palazzo del mare. Le associazioni pensano a un’azione legale collettiva contro gli aumenti

ROSETO. Una sala gremita contro l’aumento della Tari. Tanti cittadini e titolari di attività hanno risposto presente alla chiamata delle associazioni turistiche che, nella manifestazione pubblica di ieri sera al Palazzo del mare, hanno presentato l’ipotesi di un’azione collettiva contro gli aumenti della tassa dei rifiuti. All’inizio, però, è partito il video con il sindaco Sabatino Di Girolamo che, in campagna elettorale, annunciava di voler ridurre la tassa sui rifiuti. In platea, oltre a cittadini e imprenditori, anche tutti i consiglieri dell’opposizione che, ovviamente, stanno cavalcando la protesta. Tutto ruota su un punto fondamentale: la legittimità o meno dell’accantonamento del fondo per i crediti di dubbia esigibilità.
«La materia è complessa», dice Ivano Ortelli della Faita federcamping, «bisognerà studiare bene le carte e, se questa illegittimità sarà accertata, allora si potrà proseguire con il ricorso. Nel caso stiamo pensando a un’azione legale collettiva, e i costi saranno a carico delle associazioni. Stiamo valutando anche se fare il ricorso al Tar o alla commissione tributaria». Secondo un documento presentato dalle associazioni i costi sostenuti dal Comune di Roseto per i rifiuti nel 2017 ammontano a 5 milioni e 700mila euro, mentre la tassa sui rifiuti per attività e famiglie è di 6 milioni e 660mila euro: la differenza è di 960 mila euro, somma che deriva dal fondo dei crediti di dubbia esigibilità. «Siamo esasperati, non è possibile che la Tari venga aumentata anche del 50 per cento», urla un cittadino tra il pubblico, «molte famiglie sono in difficoltà e tante attività arrancano».
Dopo alcuni interventi più politici di Giuseppe Olivieri, presidente di Roseto Incoming, e Adriano De Sanctis, presidente dell’associazione albergatori, e i saluti di Adriana D’Elpidio di Assorose (associazione commercianti) e Luigi Corradetti, rappresentante dei balneatori, è arrivato l’intervento più tecnico da parte dell’avvocato Ivano Ortelli. «Se il Comune riuscirà ad esigere i soldi previsti nel fondo dei crediti di dubbia esigibilità», specifica Ortelli, «poi che succederà? E chi ha pagato di più per coprire quel fondo? È un discorso ingarbugliato sul quale deve essere fatta luce al più presto».
©RIPRODUZIONE RISERVATA