Saldi, buono l’avvio ma senza il boom

6 Gennaio 2018

I rappresentanti dei commercianti si aspettano un aumento tra oggi e domani per compensare un Natale sottotono

TERAMO. Partono i saldi invernali e i commercianti teramani sperano che sia finalmente l'occasione per invertire la tendenza dopo un altro anno tutt'altro che positivo. Anche le vendite di Natale sono andate peggio del previsto, registrando per lo più cali anche rispetto al 2016, con poche eccezioni. «In mattinata c'è stato del movimento. Certo, solitamente i saldi partono brillantemente, per calmarsi nei giorni a seguire», dice Dario Sfoglia, vicepresidente vicario di Confcommercio Teramo, nonché storico commerciante teramano. «Ci aspettiamo che nel weekend vengano diverse persone. Sul prosieguo, da qui ad una settimana faremo un bilancio sui primi numeri. Speriamo che i clienti approfittino di questa occasione, perché ci sono delle buone opportunità con sconti abbastanza importanti».
I saldi si aggirano tra il 30 e il 50 per cento, salendo oltre in poche eccezioni fino ad un massimo del 70%. Ieri in giro per la città c’erano molte persone in cerca di regali per al Befana; acanto a loro, altri, invogliati anche dalla temperatura particolarmente mite per un giornata di gennaio, si sono riversati sul corso andando a curiosare nei negozi. Anche a detta del presidente comunale di Confesercenti Antonio Topitti c’è stato un po’ di movimento nella prima giornata di saldi, ma, per diversi negozianti del settore abbigliamento, con poche eccezioni positive, non si tratta di «nulla di eccezionale». Topitti evidenzia anche il fenomeno, riscontrato da alcuni esercenti teramani, di clienti che si presentano in negozio, fanno fotografie con il cellulare ai prodotti o ai capi esposti e poi escono senza comprare nulla. «Probabilmente li acquisteranno più tardi online», sostiene Topitti, e aggiunge: «In mattinata c'era gente per il corso, più del solito, ma, ad esempio, nella mia libreria ho incassato quanto in una normale giornata feriale. Sicuramente non quanto fatto lo scorso anno nel giorno prima dell'Epifania. Anche il periodo natalizio del 2017 non è andato molto bene per il commercio teramano. A quanto mi è noto molti negozi, con poche eccezioni, hanno fatturato anche meno rispetto al 2016, quando ci fu il terremoto». La speranza per i commercianti teramani è che ci sia presto una ripresa, magari partendo proprio dai saldi, come sottolineato ancora dal vicepresidente vicario di Confcommercio. «Ci auguriamo di recuperare qualche numero rispetto al periodo natalizio», dice ancora Sfoglia, «nel quale alcune categorie hanno lavoricchiato, mentre altre hanno registrato un calo rispetto allo scorso Natale. Il bilancio per il 2017 rimane molto negativo. Cerchiamo di guardare con speranza al nuovo anno e ad una ripresa della città, che è messa male. Anche questo ha contribuito, per non parlare della storia del corso. Secondo noi è stata la chiave di volta per il crollo di alcuni negozi». Sfoglia parla di alcune attività del corso principale della città che sarebbero prossime alla chiusura o al trasferimento, aggiungendo che il rilancio di Teramo, non solo commercialmente ma anche come città, dovrebbe essere una priorità per il nuovo sindaco che verrà in futuro: «Nel frattempo», conclude, «cerchiamo di non mollare e di resistere.
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