Saldi estivi, subito sconti del 40-50%

Urge vendere: una buona metà dei negozianti teramani non applicherà riduzioni graduali, come si faceva un tempo
TERAMO. Da domani in Abruzzo scatta l'ora X per i saldi estivi. I manifesti colorati con le percentuali di sconto sulle vetrine e la cartellonistica per vie e piazze sono il simbolo per eccellenza di questo periodo (che va dal 4 luglio al 1° settembre) che molti aspettano da inizio stagione. E se in passato i saldi preannunciavano la fine dell'estate e trovare nel negozio il capo preferito in sconto era considerata una grande fortuna, in tempo di crisi la situazione è molto cambiata. Le svendite partono molto prima, quando l’estate è appena cominciata, e in tempi di vacche magre rappresentano un'opportunità importante per rilanciare le vendite della stagione primavera - estate, partite a rilento.
La nostra città segue il trend nazionale che vede un'ulteriore flessione delle vendite al dettaglio, soprattutto nel settore moda, rispetto all'anno scorso. Secondo uno studio di Confesercenti Teramo, il 49% dei commercianti ha dichiarato, infatti, che non c'è nessun segnale di ripresa dell'economia. «Le vendite per la stagione estiva», afferma Giancarlo Da Rui, commerciante, presidente Confesercenti Teramo e presidente del Consorzio “Shopping in Teramo centro”, «finora non sono state incoraggianti». A poco sono servite le continue offerte promozionali che vengono presentate in piena stagione per incentivare gli acquisti. Sono varie le motivazioni che inducono i consumatori ad attendere gli sconti per comprare l'abito o l'accessorio che hanno ammirato in vetrina. «Purtroppo siamo in un periodo dove la situazione economica delle famiglie è precaria e i giovani lavorano poco», continua Da Rui , «la pressione fiscale è molto alta soprattutto nel mese di giugno e le persone cercano di risparmiare. Inoltre non ci sono più articoli che richiamano un'attenzione particolare dell'acquirente; spesso, all'inizio dei saldi, alcuni articoli sono ancora assortiti in negozio e questa cosa, oltre a essere il segnale di bassa vendita, va anche a frenare la fretta dell'acquirente all'acquisto. Inoltre noto anche un certo accontentarsi dei clienti che prima era impensabile».
Tendenza confermata anche da Peppino Mattielli, proprietario del negozio Fantasy Corredi in corso Cerulli che prende atto di «un trend generale negli acquisti non entusiasmante che dura da un po' di tempo, nonostante ci si impegni per far trovare al cliente un buon assortimento e diverse fasce di prezzo». Così il consumatore medio attende con calma l'arrivo dei saldi per fare "l'affare", ad eccezione del settore dei beni di lusso e dei prodotti di altissima qualità che non conosce crisi.
C'è anche un cambiamento per quanto riguarda la modalità di applicazione degli sconti. Nei tempi di opulenza si iniziava da una percentuale di sconto bassa per poi aumentarla con il trascorrere dei giorni. Nel 2015, come conferma lo studio di Confesercenti Teramo, un negozio su due (48% contro il 40% del 2014) partirà, già da domani, applicando il 40 - 50% di sconto, e il 39% dei negozi (contro il 30% del 2014) applicherà la percentuale del 20 - 30% di sconto. Un segnale allarmante, indice della situazione attuale.
Cosa si aspettano, quindi, gli esercenti dai saldi? Sicuramente un incremento delle vendite dopo un periodo che non ha fatto registrare grandi incassi, ma soprattutto, secondo le parole di Da Rui, «la speranza che qualcosa vada meglio per non perdere la fiducia e lo stimolo per andare avanti». Il presidente e portavoce dei commercianti teramani tra l’altro mostra tutta la sua preoccupazione per l'imminente inizio dei lavori di rifacimento di corso San Giorgio e corso De Michetti e spera che «i 15 mesi di cantieri aperti non vadano a incidere negativamente sulle nostre attività portando nei casi più gravi alla chiusura». «Spero che i saldi siano una spinta per la ripartenza versotempi migliori», afferma Mattielli.
E fuori dal coro interviene Antonio Topitti, ex presidente Confesercenti di Teramo, che ritiene «l'introduzione dei saldi a inizio stagione un grande errore perchè si degradano a una vendita promozionale a larga scala». E' necessario, secondo Topitti, «tornare ai saldi al periodo giusto del fine stagione, altrimenti bisogna liberalizzarli».
Adele Di Feliciantonio
©RIPRODUZIONE RISERVATA

