Saldi flop, negozianti contro il Comune

27 Gennaio 2016

Per loro è colpa anche dei lavori sul corso: «Subito incassi dimezzati e non era concordata un’estensione così ampia»

TERAMO. Saldi invernali: i pronostici dei primi giorni sono stati confermati dagli scontrini magrissimi battuti nei giorni successivi e che non fanno ben sperare sui volumi delle vendite da qui sino al 4 marzo, data fissata per la fine della stagione degli sconti. Oltre al meteo primaverile, che tranne per la parentesi delle nevicate dello scorso weekend non ha incoraggiatola vendita di cappotti e piumini, i commercianti se la prendono con i lavori sul corso e con l’amministrazione comunale dalla quale si aspettavano provvedimenti e “sanatorie” sulla Ztl a compensazione dei disguidi provocati. «Dei lavori siamo stati messi al corrente», ha detto Dario Sfoglia, vicepresidente di Confcommercio, «ma è innegabile che sono una mazzata per i commercianti. Ieri (lunedì, ndc), dopo solo un giorno dalla riapertura del cantiere, molti colleghi hanno riferito di avere incassi dimezzati. E’ ovvio che il passeggio si riduce drasticamente e di conseguenza gli acquisti».

Infuriato anche Giancarlo Da Rui, presidente comunale di Confesercenti, che contesta l’impatto del cantiere su due lotti. «Non era concordata questa estensione così ampia», dice Da Rui, «capiamo che gli incontri con i commercianti e il nostro parere non sono vincolanti, ma ci vorrebbe un po’ di onestà intellettuale nella condivisione di passaggi».

Ma il vero problema secondo gli operatori è che non sono state previste iniziative per arginare i disagi. Nel mirino dei due c’è l’immobilismo su via Capuani. «Si parla da tempo di dare una vocazione una volta per tutte a quella strada e di ripensare la viabilità della via come chiesto dai commercianti. Per il 15 gennaio era atteso dall’amministrazione il via all’introduzione dell’isola pedonale il pomeriggio e l’apertura al traffico la mattina, ma poi non se n’è saputo più nulla».

Stesso immobilismo denunciano gli operatori sull’apertura di un’area parcheggio nel vecchio carcere. «In un rimpallo continuo tra Comune e Archivio di Stato sulle responsabilità», spiegano Da Rui e Sfoglia, «nel frattempo è cambiato interlocutore alla guida della Soprintendenza e non se n’è saputo più nulla». Da Rui si dichiara amareggiato dell’immagine mediatica dei commercianti: «Quando le proposte arrivano dagli esercenti, l’amministrazione nel bocciarle ci dipinge come quelli che vogliono dettare legge in centro storico. Come categoria non abbiamo neppure un consigliere comunale che ci rappresenti, non abbiamo voce. Chiediamo solo compromessi ragionevoli per evitare che il centro vada incontro alla desertificazione».

Ma le attività di ristorazione “mordi e fuggi” che stanno nascendo in centro non incoraggiano le presenze? «Assolutamente no», dice Sfoglia, «non è l'idea di andare a mangiare un boccone fuori che attira gente a Teramo e in centro storico. Serve una politica di attrazione diversa e sul traffico non abbiamo interlocutori».

Marianna De Troia

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