Saldi, l’andamento è lento «C’è poca gente in giro»

Gli esercenti teramani d’accordo: «Le svendite di fine stagione non attirano più come una volta, colpa anche dell’online e delle promozioni fatte tutto l’anno»
TERAMO. La corsa al capo scontato non esiste più. Complice la crisi economica, la concorrenza dell'online, le vendite promozionali spalmate su più periodi dell'anno, i saldi sembrano aver perso il loro vecchio appeal. A Teramo gli sconti sono partiti ufficialmente il 3 luglio ma, in linea con quella che è la tendenza nazionale, gli affari vanno a rilento. Nella prima settimana di saldi estivi in città si registra un avvio timido: poche persone davanti alle vetrine e acquisti mirati. Lo shopping, inteso come ore trascorse fra negozi in cerca del vero affare, ha cambiato pelle. Si compra in modo mirato, la passeggiata per vedere quali e quanti saldi sono convenienti in città non c'è. Gli stessi commercianti lo confermano: da qualche anno le abitudini dei consumatori sono cambiate e negli ultimi tempi, complice la crisi del Covid, le spese si sono ridotte.
«C'è poca gente in giro in città e nei negozi: in genere la prima settimana di saldi è quella più frenetica, invece quest'anno sembra che gli sconti non siano partiti. Il problema, forse, è anche che sono iniziati troppo presto», dice Paola Mancini del negozio di abbigliamento per l'infanzia Baby&Kids di corso Cerulli. Le poche presenze in giro le conferma anche Francesco Manieri del negozio Hop! di via Savini: «Il calo è evidente, soprattutto nel weekend c'è meno movimento rispetto al passato. Noi vendiamo calzature da bambini e questo ci ha permesso di avvertire meno di altre attività la crisi: sono articoli necessari, dei quali non si può fare a meno». Il cambio di abitudini dei consumatori lo evidenzia Tiziano Lattanzi, titolare del negozio di abbigliamento Sotto Sopra di corso San Giorgio: «È vero che c'è poco movimento in centro ma le persone che vogliono fare acquisti vanno dritte dove sanno che possono trovare ciò di cui hanno bisogno: da me i saldi sono iniziati bene, meglio del previsto. Siamo tornati al trend di due anni fa, prima del Covid. Nella prima giornata di sconti siamo rimasti aperti fino a tarda sera, con un significativo via vai di clienti anche di fuori Teramo, nonostante in centro ci fosse poca gente».
L'estate in molte città significa anche aperture serali dei negozi. A Teramo è un esperimento fatto di rado e che trova scarsa adesione da parte dei negozianti. Lattanzi la crede una opportunità da sfruttare: «Se iniziative così vengono fatte con costanza e in modo corale possono dare risultati, ma vedo che c'è poco interesse a metterle in campo. Personalmente su questo tipo di offerta mi muovo in autonomia», aggiunge.
E poi c'è il commercio online. Tiberio Voconi, titolare da 48 anni di Frutta e Verdura in corso San Giorgio, parla di un forte calo di interesse verso i saldi, di una certa disaffezione per il vestire bene e di cambio culturale: «Si ha meno cura nel vestire bene, i soldi che prima andavano in giacche e maglie di qualità oggi si spendono in cene, piccoli viaggi e cose di questo genere. Poi c'è Amazon che ha dato un colpo durissimo alle attività», dice Voconi. E fra i settori che più risentono della concorrenza online c'è quello della pelletteria e degli accessori. Berardino Tarli, titolare di Be.T in via Filippi Pepe, parla di un avvio della stagione dei saldi inconsistente: «Sul web le promozioni sono costanti: il commercio online andrebbe regolamentato perché così distrugge le piccole attività, già penalizzate negli ultimi anni dall'avvento dei grandi centri commerciali. I saldi oggi non sono più, per attesa e caratteristiche, quelli di una volta».
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