«Sale da ballo dimenticate dai decreti»

16 Maggio 2020

La protesta del titolare di un locale di Notaresco che dovrà riconvertirsi puntando sulla ristorazione

NOTARESCO. «Le sale da ballo continuano ad essere ignorate dai decreti». Alessandro Lisciani, proprietario del Jolly Dance & Restaurant di Notaresco, ha voluto denunciare la problematica che affligge la propria attività diffondendo giovedì sera un video messaggio di tre minuti su Facebook. «Ho deciso di mandare un segnale ai miei clienti», dichiara Lisciani, «che ormai da tempo non hanno modo di incontrarmi di persona. L’ho fatto dopo che mercoledì è stato approvato il Decreto Rilancio e le nostre attività non sono state neanche menzionate». Nei nuovi provvedimenti ufficializzati nei giorni scorsi dal Governo e dalle Regioni si parla infatti di bar, ristoranti ed altri esercizi; alcune amministrazioni locali si starebbero adoperando per la riapertura di cinema e teatri, mentre non sarebbe prevista alcuna misura riguardante le discoteche e le sale da ballo. «La nostra attività prevalente è quella di locale da ballo», continua Lisciani, che dal 1989 gestisce con la famiglia un’ampia struttura che in passato ha ospitato anche banchetti e feste con circa 300 invitati, «ma fortunatamente abbiamo anche la licenza per la ristorazione, così ripartiremo sfruttando maggiormente i nostri servizi di cucina». L'esercizio di via Sammaccio è chiuso dal 29 febbraio e rimarrà sicuramente inaccessibile per qualche altra settimana. La famiglia Lisciani però si sta già adoperando per riaccogliere amici e clienti nel futuro prossimo. «Nel corso del mese di giugno», aggiunge, «cercheremo di organizzare delle serate a tema, in cui sarà prevista la sola cena. Nel frattempo abbiamo iniziato dei lavori di ordinaria amministrazione alla struttura». Lisciani chiarisce infine come non abbia la pretesa di riaprire immediatamente la sala da ballo ma vorrebbe almeno sapere quando sarà possibile farlo. «Siamo chiusi da due mesi e mezzo», conclude il gestore del Jolly, «e da allora non siamo stati più calcolati per nessun motivo. Siamo consapevoli che saremo sicuramente fra gli ultimi a riaprire ma vorremmo almeno essere considerati dalle istituzioni».
Piergiorgio Stacchiotti
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