«Salinello, una bomba a orologeria»

Dopo l’ondata di maltempo, Di Matteo torna a chiedere i lavori
TORTORETO. Il fiume Salinello è tornato a far paura. Durante l’ondata di maltempo dei giorni scorsi, infatti, il corso d’acqua è esondato in più punti, invadendo i campi coltivati e minacciando la viabilità intorno alla strada provinciale 8. Tanto da spingere la Protezione Civile abruzzese a diramare il superamento del livello di pre-allarme e comunicando i consigli utili in caso di alluvione. Il rischio ha fatto anche riemergere una vecchia polemica, quella che il presidente del movimento Val Vibrata-Monti della Laga Domenico Di Matteo porta avanti da più di quattro anni contro la Provincia, che fino al 2016 aveva competenza sui fiumi, e poi contro la Regione Abruzzo. «I miei appelli sono sempre rimasti inascoltati dagli amministratori provinciali e regionali, che non si sono mai visti, fatto salvo un piccolo intervento di propaganda elettorale a Sant’Omero», dice ricordando le sue segnalazioni del passato, come quella del caso di erosione all’ex Parco dello Zar e quella dei rischi per la trafficata Fondovalle del Salinello. Continua Di Matteo: «Il Salinello è una bomba ad orologeria, che mette a rischio tanti comuni, attraversando zone artigianali, industriali e agricole, ma che è pericoloso soprattutto nel tratto tortoretano, circondato da grandi aziende e nuclei urbani popolosi come quello di Salino. Nei giorni scorsi la zona è stata graziata dal fatto che la pioggia si è abbattuta con poca violenza, ma è bastata per provocare danni alle colture e l’interruzione della strada che dalla Fondovalle risale verso Mosciano. Dobbiamo solo sperare che anche le prossime ondate di maltempo siano clementi con la zona». Quindi la sollecitazione alle istituzioni: «Sono necessari argini e una manutenzione costante sul Salinello, ma anche del torrente Vibrata. Mi appello alla Regione, in primis al presidente Marco Marsilio, perché si intervenga urgentemente».
Luca Tomassoni
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