Salino, ora i migranti possono tornare

L’hotel che ne ospitava 27 ottiene i certificati e torna agibile ma non è certo che li riprenderà
TORTORETO. La prefettura smentisce l’arrivo dei richiedenti asilo in via Settecolli a Tortoreto, ma restano i dubbi su un loro possibile ritorno a Salino. «Non è prevista, al momento, l’apertura di nuovi centri di accoglienza»: questa la risposta secca che la prefettura ha fornito all’amministrazione comunale tortoretana nei giorni scorsi. Nello stesso documento si fa riferimento anche alla clausola di salvaguardia prevista dallo Sprar, il progetto a cui l’ente ha aderito con delibera del consiglio comunale ma che non è ancora attivo a pieno regime nel territorio tortoretano, perché l’iter prevede altri step da affrontare prima che la gestione dei flussi sia in mano al Comune. Secondo la clausola di salvaguardia, infatti, Tortoreto avrebbe diritto a veder scendere il numero dei migranti ospitati, avendo già accolto oltre 50 persone oltre il limite massimo imposto dalla normativa. L’amministrazione del sindaco Domenico Piccioni aveva chiesto chiarimenti alla prefettura dopo il caso di via Settecolli in contrada San Giovanni, che ha fatto discutere a causa di una petizione consegnata in municipio con 200 firme di residenti della zona collinare tra il Lido ed il centro storico, preoccupati per i sopralluoghi dei vigili urbani e per le voci incessanti di possibili arrivi di richiedenti asilo in un ex bed and breakfast del loro piccolo nucleo di case.
Alla chiarezza finalmente mostrata sul caso di via Settecolli, però, non sta seguendo, almeno per ora, una posizione altrettanto chiara sul futuro dell’accoglienza nella frazione Salino. È infatti tornato agibile l’hotel Val Salino, che ha ospitato dall’estate scorsa fino a 27 richiedenti asilo poi trasferiti a fine gennaio tra Alba Adriatica e Martinsicuro a causa della mancanza di certificazione antincendio della struttura. Preso atto della messa a norma dell’edificio e del conseguente riottenimento della certificazione antincendio da parte dei vigili del fuoco, infatti, il sindaco Piccioni nei giorni scorsi ha revocato l’ordinanza con cui aveva sancito lo stop all’attività e lo sgombero dell’edificio. Oltre gli atti ufficiali, però, non c’è certezza sul futuro dell’hotel Val Salino, cioè se tornerà ad essere considerato centro di accoglienza, e dei 27 migranti stessi, se saranno di nuovo trasferiti nel territorio tortoretano o rimarranno nelle località che li hanno accolti per tre settimane. In municipio non ci si sbilancia sulla questione, spiegando che dalla prefettura non è stato comunicato nulla di ufficiale in merito all’eventuale provvisorietà del trasferimento dei migranti ad Alba e Martinsicuro in attesa di messa a norma dell’edificio di Salino e quindi in merito ad un loro possibile ritorno. (l.t.)
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