Salpa, salasso per 450 lavoratori: devono restituire 500 euro all’Inps

Per il passaggio dalla Naspi alla disoccupazione agricola bisogna ricalcolare l’indennità da fine 2017 La Fai Cisl: stiamo trattando per dilazionare il pagamento, ma ci preoccupano di più le prospettive
ROSETO. Per le domande di disoccupazione fatte da novembre 2017 in poi all’azienda Salpa, che riguardano circa 450 lavoratori, ci sarà il passaggio dalla Naspi alla disoccupazione agricola. A dirlo è Feliciantonio Maurizi, sindacalista della Fai Cisl Abruzzo-Molise, che martedì scorso ha partecipato a un incontro con l’Inps e azienda per esporre il meno possibile i lavoratori della Salpa di Roseto a eventuali disagi.
«Era una cosa che già sapevamo, in base all’accordo del 2015 con l’azienda in cui tutti i lavoratori sono stati tutelati con il contratto aziendale», precisa Maurizi, «e alla disoccupazione agricola ci saremmo arrivati comunque. E’ chiaro che ora bisognerà ricalcolare per vedere se i lavoratori dovranno restituire delle somme, e si parla di circa 400-500 euro. Stiamo lavorando con l’Inps e l’azienda per cercare di far pesare il meno possibile sui lavoratori questa situazione, magari dilazionando in rate la restituzione e non in un’unica soluzione. Questo passaggio si è un po’ protratto nell’incertezza perché c’era un contenzioso in atto tra azienda e Inps, ora risolto. Ci saranno nelle prossime settimane altre riunioni con l’Inps».
Ciò che preoccupa maggiormente Maurizi, però, sono le prospettive della produzione dell’azienda Salpa e la garanzia del lavoro per gli stagionali che nel 2017 hanno lavorato meno di 3 mesi, circa 240, e che ad oggi sono stati richiamati per un solo mese, dato il trasferimento del reparto confezioni ad Alanno e un conseguente calo della produzione. «Abbiamo chiesto come Fai Cisl, insieme alla Flai Cgil», spiega Maurizi, «un incontro con azienda e Regione per avere chiarezza sulle prospettive del sito e i livelli occupazionali, perché sono stati stanziati dalla Regione lo scorso anno 2 milioni di euro per l’azienda, con l’impegno di mantenere gli stessi livelli occupazionali del 2017 nel sito di Roseto, con un aumento della produzione nei prossimi 3-4 anni».
Un aspetto molto importante, perché attualmente, a detta dei lavoratori stagionali ma anche di alcuni fissi che hanno il posto assicurato, la produzione è scesa notevolmente. «Era inevitabile dopo il trasferimento ad Alanno di buona parte delle confezioni», evidenzia un operaio, «la situazione ora nell’azienda non è certo positiva, perché non si produce più come prima. Addirittura c’è gente che fa doppi riposi, una cosa che non era mai successa prima. Ci arrivano voci che parte della produzione la fanno fare in un’altra azienda, ma noi ci auguriamo che siano solo voci. Si parla di aumento della produzione nel futuro, speriamo nel prossimo anno di vedere qualcosa di diverso. Ora però dobbiamo fare i conti con il lavoro attuale e molti sono stati chiamati per un solo mese».
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