Salta la Fiera della pastorizia

12 Luglio 2019

L’incontro fra allevatori e l’assessore regionale all’agricoltura Imprudente non salva la 160ª edizione

TERAMO. L’estremo tentativo di mediazione non è servito a salvare la 160ª edizione della Fiera della Pastorizia. L’evento, in programma per questo fine settimana nel tradizionale scenario di Piano Roseto, non si farà. Ad annunciarlo, dopo un’ora di acceso confronto a porte chiuse tra l’assessore regionale all’agricoltura Emanuele Imprudente e una delegazione degli allevatori che nei giorni scorsi avevano annunciato di non voler partecipare alla manifestazione, è il presidente della camera di commercio Gloriano Lanciotti. «Per problemi tecnici e concreti legati alla categoria», annuncia, «quest’anno la fiera non ci sarà». Lanciotti si dice dispiaciuto per questo esito: «Si poteva trovare una soluzione per settembre», ma i pastori sono stati irremovibili. Per loro la fiera non ha senso, se gli allevamenti sono strozzati da burocrazia, leggi antiquate, vincoli ambientali e sanitari rigidissimi da cui scaturiscono multe salate in caso di violazioni anche minime.
Un risultato positivo il faccia a faccia con Imprudente l’ha comunque prodotto. «Abbiamo aperto un tavolo di discussione con la Regione», fa sapere Lanciotti, «nel quale saranno esaminate le istanze dei pastori». Secondo il presidente dell’ente che organizza la fiera ma nei confronti del quale non ci sono contestazioni da parte degli allevatori «inizia un percorso per risolvere i problemi annosi di una categoria che ha fatto la storia e cultura del territorio». Per Battista Caterini, allevatore di Valle Castellana, dove ricopre l’incarico di assessore, nonché membro del consiglio direttivo di Coldiretti, l’annullamento della manifestazione è una vittoria per quanto amara della categoria. «A Piano Roseto si sono sempre fatte passerelle politiche», scandisce, «tante belle parole, ma nessun fatto: continuiamo a essere vittime della burocrazia». Se ne riparlerà l’anno prossimo, a patto che le problematiche segnalate dai pastori saranno avviate a soluzione. «Se ci sarà un segnale positivo torneremo a Piano Roseto», conclude Caterini, «altrimenti la pastorizia sarà morta e non si potrà fare la fiera senza le pecore». Imprudente ribadisce che per la Regione la fiera è un’opportunità. «Quest’anno si è persa», osserva, «ma il problema è di un settore che per un trentennio è stato preso in giro». L’assessore replica alle critiche mosse dal suo predecessore Dino Pepe del Pd. «I ritardi nell’applicazione del piano rurale non sono dovuti a me, in tre mesi non si può cambiare il mondo», tiene a precisare, «la fiera e i settori agricolo e zootecnico sono diventati strumenti di un gioco politico che produce danni incalcolabili all’economia e alle famiglie», conclude l’assessore, «daremo risposte in tempi rapidi, ma non accetto morali da chi non ha fatto niente». Al fianco degli allevatori si schiera il sindaco di Valle Castellana Camillo D’Angelo. «La politica li ha abbandonati», afferma, «sarebbe stata la fiera del nulla». Per Giuseppe D'Alonzo, sindaco di Crognaleto, «serve una riflessione approfondita, ma la decisione di cancellare l'evento crea un danno economico anche all'indotto».
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