Salva la casa con la legge “antisuicidi”

7 Gennaio 2017

Pensionato non riesce più a pagare il mutuo: il giudice riduce l’importo delle rate e allunga i tempi di restituzione

TERAMO. Prima di essere mille altre cose questa è una storia d’amore. Quello di un padre pensionato pronto ad aiutare il figlio rimasto senza lavoro. Ma basta poco per seppellire la normalità e allora le rate di quel mutuo chiesto per dare una mano diventano sempre più difficili da pagare e la casa ipotecata per ottenere i soldi rischia di finire all’asta.

Oggi il pensionato riuscirà a salvare l’abitazione dopo che il tribunale di Teramo ha accolto la sua richiesta di rateizzazione presentata facendo riferimento ad una legge del 2012, quella che per la cronaca è diventata la legge “salva-suicidi”. Perchè l’Italia che cambia inghiotte gente così, gente normale, gente entrata nelle statistiche della nuova povertà senza saperlo. E i giudici si trovano davanti persone in carne ed ossa, non gli stereotipi su cui ragiona la politica.

A portare in tribunale la storia del 70enne pensionato teramano è stato il suo avvocato Daniele Di Furia che, proprio facendo riferimento alla normativa, ha presentato un piano di pagamento verso i creditori che è stato sottoposto all’esame di un esperto nominato dal magistrato. Debito rateizzato per consentire di non perdere la casa. Un piano che, scrive il giudice fallimentare Giovanni Cirillo nel provvedimento di accoglimento, «risulta sostenibile e fattibile». Perchè i debiti dovranno essere pagati, ma il pensionato dovrà continuare a vivere, o meglio a sopravvivere. Visto che da un introito complessivo mensile di circa 1900 euro (tra la sua pensione e quella di invalidità della moglie) ne dovrà togliere 900 per pagare tutti i creditori in un periodo di cinque anni. Perchè i debiti non sono solo quelli con la società finanziaria da cui era arrivato quel mutuo di 62mila euro, ma anche con Equitalia e Soget per bolli e cartelle non liquidate. Perchè fino all’ultimo l’uomo ha tentato di saldare la rata mensile del mutuo non pagando tutto il resto. I debiti si sono accumulati e nonostante le recenti novità che hanno previsto la possibilità di rottamazione delle cartelle e quindi di sconti su interessi e sanzioni, l’anziano non è riuscito ugualmente ad assolvere agli obblighi previsti e a rispettare le scadenze. Ma in un mondo che tutto centrifuga e troppo anestetizza le vite degli altri spesso fermano il tempo.

Come quella di questo pensionato. Una vita di lavoro come artigiano e poi la pensione. Ma la crisi desertifica tutto: uno dei figli perde il lavoro e andare avanti non è facile. Allora decide di rivolgersi ad una finanziaria per aiutarlo. Riesce a pagare le rate per qualche tempo, poi all’improvviso tutto cambia.

Scrive l’avvocato nel piano presentato al tribunale di Teramo: «A partire dal 2012,a causa di impreviste situazioni, è stato interrotto il pagamento delle rate. Le impreviste vicende familiari hanno comportato un aggravamento della situazione finanziaria, in particolare la malattia della consorte e la conseguente necessità di cure e visite specialistiche ad elevato costo. Da ultimo si sono aggiunti i problemi di salute del figlio minore. In breve tempo, dunque, il debitore si è ritrovato un incremento di costo per il sostentamento familiare e in una situazione debitoria tale per cui non risultava più possibile rispettare le scadenze del finanziamento contratto nonchè il rispetto del pagamento di imposte e tasse». Un breve e dolente racconto che accompagna cifre e numeri. Oggi che il tribunale ha accolto la sua richiesta, il pensionato vede finalmente una via d’uscita. «Almeno», ha detto al suo avvocato, «i miei figli potranno continuare ad avere la casa».

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