Salvati tre pazienti giovani con polmoniti gravissime

La Asl illustra l’attività del dipartimento cardio-toraco-vascolare: decisivo l’apporto di un macchinario acquistato grazie a una raccolta fondi popolare
TERAMO. L’attività del dipartimento cardio-toraco-vascolare della Asl di Teramo non si è mai fermata nonostante l'emergenza Covid. Anzi, l'utilizzo della seconda Ecmo (macchina per l’ossigenazione extracorporea a membrana) in dotazione al reparto di Rianimazione cardiochirurgica, acquistata grazie a una raccolta popolare dell'associazione Progetto Vita (che ha permesso di raccogliere 159.469 euro utilizzati anche per l'acquisto di altri dispositivi) e a fondi Asl, ha permesso di salvare la vita a tre pazienti Covid positivi di 29, 42 e 52 anni. A illustrare il lavoro svolto al Mazzini sono stati il direttore della Asl Maurizio Di Giosia, il direttore del dipartimento Cosimo Napoletano e i responsabili delle diverse unità operative.
«Il dipartimento cardio-toraco-vascolare dell’ospedale di Teramo è storicamente protagonista nel panorama cardiologico nazionale», ha sottolineato Di Giosia, «tanto che nel piano di riordino della rete ospedaliera è stato riconosciuto come Dea di secondo livello». In particolare, per quanto riguarda l'Emodinamica, è stato eseguito un intervento d'avanguardia su una donna di 80 anni, ricoverata in gravi condizioni cliniche nella Terapia intensiva cardiologica di Teramo, che è stata sottoposta a un doppio intervento di riparazione di valvola aortica e mitralica. Un intervento di cui a oggi, come evidenziato dalla Asl, non si hanno tracce nella letteratura scientifica internazionale. «In Emodinamica l'80 per cento delle cure sono per la cardiopatia ischemica tant'è che mediamente la nostra attività annuale su patologie coronariche e anche per la parte diagnostica vera e propria ormai si attesta su una media di procedure di circa 1.600 l'anno», ha detto il responsabile dell'unità operativa Franco De Remigis, «di cui 700 angioplastiche che rappresentano il trattamento prevalente sia dell'infarto acuto che della patologia coronarica stabile».
Tra gli interventi quello del direttore della Rianimazione cardiochirurgica, Francesco Taraschi, che ha evidenziato come la seconda Ecmo in dotazione alla Asl abbia consentito di salvare la vita a tre pazienti Covid positivi con grave insufficienza respiratoria. «L'Anestesia e la Rianimazione cardiochirurgica svolgono da anni un ruolo fondamentale all'interno del dipartimento», ha sottolineato Taraschi, direttore dell'unità operativa, «e solo lo scorso anno, considerando anche le restrizioni imposte dal Covid hanno permesso di effettuare 366 interventi di cardiochirurgia e 200 interventi di emodinamica strutturale». Donatello Fabiani, responsabile dell’unità operativa semplice di Cardiologia dei servizi del Mazzini, ha infine fatto il punto su tutte le attività ambulatoriali, tra cui l'attivazione dell'ambulatorio di cardiologia pediatrica e quello di cardio-oncologia. A breve, inoltre, sarà allestito un nuovo ambulatorio dedicato allo studio dell’amiloidosi cardiaca, patologia largamente sottostimata nella popolazione.(a.m.)
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