Salvato da infarto, firma in difesa dell’ospedale
GIULIANOVA. Nel presidio fisso aperto il 7 luglio scorso davanti al Maria Santissima dello Splendore, il comitato intercomunale per la difesa dell’ospedale della costa raccoglie firme, più di...
GIULIANOVA. Nel presidio fisso aperto il 7 luglio scorso davanti al Maria Santissima dello Splendore, il comitato intercomunale per la difesa dell’ospedale della costa raccoglie firme, più di settemila fino ad oggi, ma anche tante storie di cittadini in relazione all’ospedale. Una di queste storie è stata raccontata ieri dall’esponente del comitato Fabio Raschiatore sulla pagina facebook “Sei giuliese se”. «Una nostra amica, quando le chiedemmo di firmare rispose di no dicendo che non voleva aderire alla petizione perché nell'ospedale di Giulianova ci sono persone che non hanno voglia di lavorare», scrive Raschiatore, «Noi abbiamo accettato la sua decisione senza replicare. Poi ieri è tornata e quasi in lacrime mi ha chiesto 4 moduli perché tutta la sua famiglia aveva deciso di firmare dopo che il giorno precedente il papà aveva avuto un infarto e in ospedale gli avevano salvato la vita. Dopo il primo intervento nell'ospedale di Giulianova il paziente era stato trasferito a Teramo, dove i medici del reparto avevano detto che l’uomo era salvo solo grazie all'intervento tempestivo dell'ospedale di Giulianova, altrimenti non ce l'avrebbe fatta ad arrivare vivo e in buone condizioni nell'altro presidio». Il racconto ha suscitato tante reazioni e anche un infermiere dell’ospedale ha voluto condividere la sua esperienza: «Faccio l'infermiere dal 1979 e ho avuto l'opportunità di vedere l'efficienza e lo splendore di prima e lo sfacelo di adesso. Anch'io nel corso degli anni sono stato un paziente in seguito a tre infarti e devo ringraziare il nostro ospedale se ancora sono qui e ancora lavoro. Nel mio piccolo mi batto per salvare l’ospedale e invito tutti a firmare perché sia potenziato».
Mirella Lelli
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