Salvatori: vittima del diktat del Pd

Bellante, polemica sul ritiro delle deleghe. Il sindaco: non è vero, siamo autonomi
BELLANTE. Prosegue la querelle politica a Bellante dopo la revoca, da parte del sindaco Giovanni Melchiorre, delle deleghe e della nomina ad assessore di Roberto Salvatori, che ricopriva il suo ruolo in quanto espressione del Pd locale e che si è candidato alle elezioni provinciali con una lista afferente al centrodestra.
«Sulla mia candidatura, respingo al mittente la critica della non condivisione delle scelte in seno alla maggioranza, in quanto nell’ultima riunione è stata palesemente accertata l’azione di convincimento al ritiro della candidatura da parte di un consigliere», dice Salvatori, che parla di «profonda delusione» verso il Pd, che lo ha portato pian piano ad allontanarsene. «Appare comunque incomprensibile la scelta del sindaco di soggiacere ai diktat di un unico partito, ignorando totalmente le altre forze all’interno della maggioranza», aggiunge, «questa mancanza di autonomia decisionale evidenzia la situazione di grave crisi in cui versa l’amministrazione del Comune».
La replica del sindaco di Bellante non si è fatta attendere. «Se non si sentiva più rappresentato, né rappresentativo, di questo partito avrebbe dovuto, di sua iniziativa, rimettere il proprio mandato», dice il primo cittadino, «Credo poi che non si possa parlare di “diktat” verso questa amministrazione da parte di nessuno, anche perché ritengo sacrosanto che un partito, qualora non si senta più rappresentato da un suo amministratore, uno nominato in propria quota in giunta, ne chieda la sostituzione». Ribadendo che la notizia della candidatura sarebbe giunta solo «a cose fatte», Melchiorre aggiunge che non è mai mancata l'autonomia dell'amministrazione.
È intervenuto anche Ennio Chiavetta, capogruppo di Bellante Bene Comune: «E' emersa con chiarezza la composizione della maggioranza. Il sindaco è arrivato persino a sostenere, che, se informati, avrebbero potuto sostenerne la candidatura e contribuire all'elezione di Salvatori. Chiediamo al Pd, dopo 3 anni di amministrazione e di ambiguità politica, di fare chiarezza e dire come pensa di interpretare a Bellante il nuovo corso che il neo segretario Zingaretti sembra voglia avviare. Chiediamo ai consiglieri comunali del Pd, che in questi anni hanno sofferto questa ambiguità, come pensano di uscire dalla crisi che ha investito l’amministrazione».
Chiara Di Giovannantonio
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