Salve ortopedia e chirurgia La Asl annulla l’accorpamento

22 Giugno 2017

I due reparti non saranno declassati a “day surgery” come era stato annunciato al personale Mastromauro: «Bene, ma l’atto aziendale non ci soddisfa perché il nostro ospedale è penalizzato»

GIULIANOVA. È stato scongiurato, almeno per il momento, il paventato declassamento dei reparti di chirurgia e ortopedia dell’ospedale giuliese. I due reparti, secondo il piano aziendale, avrebbero dovuto essere prima accorpati e poi ridotti a day surgery senza cioè, più possibilità di ricoveri superiori alle 24 ore. Non solo medici, infermieri e personale ospedaliero hanno scatenato una vera e propria rivolta contro questo provvedimento, che doveva essere ratificato venerdì scorso dalla direzione della Asl,, ma anche il sindaco Francesco Mastromauro, nel direttivo ristretto dei sindaci tenutosi due giorni fa, ha espresso la sua indignazione. «In sede di valutazione di prima istanza del nuovo atto aziendale», scrive Mastromauro nelle sue osservazioni, «intendo appalesare, in relazione a quanto previsto per il nosocomio di Giulianova, la profonda insoddisfazione per alcuni aspetti tendenti a sminuire ulteriormente la capacità di corrispondere a ciò che viene definita nellaAtto stesso la “customer satisfaction”».
Si parla, nello specifico, appunto delle unità operative di chirurgia e ortopedia, che erano destinate all’accorpamento, nonostante, ogni anno, si effettuino a Giulianova centinaia di interventi. «L'unità operativa semplice di endoscopia chirurgia», prosegue Mastromauro, «verrà trasferita presso la divisione di chirurgia del presidio ospedaliero di Sant’Omero. Aggiungo che da diverso tempo si sta tentando di mettere in piedi nel nostro ospedale un servizio per la terapia del dolore afferente ad anestesia e rianimazione, ma di esso non v'è traccia alcuna pur trattandosi di una risposta importante nel campo della cura del dolore cronico e di quello relativo alle malattie oncologiche. Il nostro territorio risulta dunque fortemente penalizzato. E’ forte la convinzione, basata su elementi oggettivi, che si miri a ridurre il nostro presidio ad un centro di prima accoglienza e non in ospedale di primo livello della costa teramana, come proposto nella mozione del 13 febbraio scorso». Fortunatamente, si è deciso di non procedere con gli accorpamenti, ma medici e personale ospedaliero rimangono in allerta, perché un ripensamento è sempre possibile. «Siamo riusciti a bloccare il day surgery a chirurgia e ortopedia», aggiunge Mastromauro, «e ottenere il servizio di fisiopatologia della nutrizione che era stato soppresso alcuni anni fa. Resta la mia valutazione negativa rispetto a un atto che continua a penalizzare l’ospedale di riferimento della costa teramana». Rispetto allo scorso anno, comunque, i due reparti (che vennero accorpati per l’estate), hanno perso 5 posti letto ciascuno, passando da 20 a 15 posti per reparto.
Margherita Totaro
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