Salvi: «Finito il tempo di Brucchi È meglio che scelga il silenzio»

TERAMO. Non si attenua il conflitto tra ex alleati in Comune. Il terreno di scontro per ora resta il progetto di recupero del mercato coperto e il rischio di perdere i 4,6 milioni di fondi europei da...
TERAMO. Non si attenua il conflitto tra ex alleati in Comune. Il terreno di scontro per ora resta il progetto di recupero del mercato coperto e il rischio di perdere i 4,6 milioni di fondi europei da destinare, tramite la Regione, a questo ed altri interventi come l’acquisto di bus elettrici. A rispondere per le rime all’ex sindaco Maurizio Bruccchi è l’ex consigliere Maurizio Salvi. «Dandomi del ventriloquo dimostra ancora una volta il rispetto che ha sempre avuto degli altri, in particolare di chi lo ha sopportato e supportato per anni», osserva il rappresentante della lista civica che fa capo a Paolo Gatti, «fin dal giorno delle elezioni del 2014, quando prese quasi il 7% meno delle liste che lo appoggiavano».
Salvi sottolinea che non gli è stato possibile, da consigliere, conoscere la procedura legata al finanziamento in questione perché «l'ex sindaco amava fare tutto da solo o con pochi intimi». Le informazioni necessarie sono state comunque acquisite negli uffici comunali e regionali, per cui a detta dell’esponente gattiano il commissario che guida il Comune «non è cosi sciocco, impreparato, o superficiale» da buttare a mare 4,6 milioni e comunque «il tanto tempo perso è un dato di fatto tanto grave quanto inequivocabile». Salvi, dunque, si pone la domanda retorica sul perché Luigi Pizzi non abbia ancora firmato la convenzione con la Regione per incassare il finanziamento.
«L'ex sindaco se ne faccia una ragione: il suo tempo è finito», rincara la dose, «porta con sé la responsabilità di aver fatto allontanare dalla maggioranza il gruppo "Al Centro per Teramo" e quello di "Fratelli d'Italia", di aver alimentato più o meno consapevolmente le dissidenze a volte fondate di tanti altri consiglieri e di aver allontanato dalla giunta un numero imprecisato di assessori; in buona sostanza, di non aver saputo fare sintesi e tenere insieme la sua maggioranza». Nonostante questo, conclude l’ex consigliere, Brucchi avrebbe anche voluto candidarsi al parlamento. Salvi lo invita dunque «a superare la crisi d'astinenza dall'apparire, scegliendo un periodo di elegante e signorile distacco». (g.d.m.)

