«Salviamo i nostri ospedali dal declino»

19 Marzo 2016

In vista tagli da due milioni ai servizi non sanitari. D’Ignazio (Ncd) invita i politici alla mobilitazione

TERAMO. E’ in atto una parabola discendente della sanità teramana per i continui tagli di fondi e personale. La constatazione è del consigliere regionale dell’Ncd Giorgio D’Ignazio che invita i politici a mobilitarsi per difendere un patrimonio comune.

L’analisi parte dal taglio di più di due milioni deciso dalla Regione (a dire il vero comune a tutte le Asl) che andrà a ripercuotersi direttamente su una serie di servizi non sanitari. In sostanza la Asl dovrà tagliare gli importi a tutta una serie di appalti che vanno dai servizi di vigilanza, alle pulizie. «Questo significa che a loro volta le ditte dovranno tagliare sul personale», precisa D’Ignazio, «e quindi ci sarà un’ulteriore contrazione di posti di lavoro. Parliamo di decine e decine di posti». In sostanza si ripeterebbe quanto appena accaduto con l’appalto della mensa: la Asl ha risparmiato sull’appalto ma la ditta appaltatrice non vuole rinnovare il contratto a 46 addette alla distribuzione dei pasti. «Tutto ciò si aggiunge al fatto che la Asl di Teramo ha già molto meno personale delle altre abruzzesi», fa notare il consigliere regionale d’opposizione, «abbiamo 600 dipendenti in meno rispetto a quella di Chieti che ha anche la presenza del privato e 1.700 in meno rispetto all'Aquila. E siamo l'unica Asl che ha i conti in attivo». Tutto questo ha due tipi di ripercussioni: meno sbocchi occupazionali nel territorio ma anche meno qualità delle prestazioni sanitarie. «La Regione», incalza, «ha deciso di non chiudere reparti ma di declassarli. E’ inutile dire tengo aperto un ospedale se poi sottraggo risorse e personale ai reparti, che diventano pericolosi. Ai tempi di Salini e Casini si puntò sulla qualità dei medici: ora senza primariati non avremo nomi di spicco disposti a dirigere un reparto. E’ anche questo che fa la buona sanità. Pensiamo a che accadrà della neurochirurgia se sarà declassata, ad esempio».

C’è bisogno di uno scatto d’orgoglio della classe politica teramana, sostiene D’Ignazio: «Tutti insieme dobbiamo condurre una battaglia politica, i sindaci si facciano promotori di iniziative per garantire la sopravvivenza della nostra Asl: evitiamo di subire questo lento declino. L'assessore Paolucci garantisce che gli ospedali non saranno toccati, ma sono solo garanzie formali: nei fatti ci condanna a un lento spegnimento per il progressivo ridursi della qualità delle prestazioni. E la mobilità passiva aumenterà sempre più». (a.f.)

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