Samira: «Abusiva per necessità e senza aiuti»

11 Febbraio 2018

Marocchina occupa alloggio Ater: «Sono in graduatoria ma l’assegnazione non arriva»

ALBA ADRIATICA. «Senza una residenza certa non posso avere i medicinali per mio figlio autistico, né i libri gratuiti di cui ho diritto o l’allaccio delle utenze domestiche, chiedo aiuto al Comune di Alba Adriatica e all’Ater che gestisce le case popolari». Questo l’appello di una donna di origini marocchine da 17 anni in città, Samira Es-Sohabi, che occupa abusivamente una casa popolare con due figli minorenni e i genitori anziani. La sua triste vicenda è diventata di dominio pubblico già nel 2011, quandola donna ha lanciato un appello alle istituzioni per un alloggio pubblico. Viveva infatti in un tugurio privo di condizioni igienico-sanitarie, poi sgomberato nel 2013, ed era in attesa dell’assegnazione di un’abitazione Ater.
Seguita dai servizi sociali ed inserita nel piano “Emergenza abitativa”, con la famiglia ha trascorso alcuni mesi in due strutture alberghiere, finché «il Comune non ha smesso di pagare». A quel punto ha trovato autonomamente un alloggio, ma si è accorta che, con il suo lavoro di assistenza ad anziani e disabili e con quattro persone a carico, non riusciva a far quadrare i conti. Nel 2014 da seconda è passata al primo posto nella graduatoria per gli alloggi popolari, per poi perdere una posizione nel 2016.
«In quel momento sono venuta conoscenza di alloggi popolari disponibili e di nuove occupazioni abusive, da parte di chi non era in graduatoria, che stavano facendo sfumare il nostro diritto di avere una casa proprio nel momento in cui sembrava a portata di mano», racconta Samira, «ho chiesto aiuto al comando dei vigili urbani, al Comune e all’Ater, che mi ha parlato di difficoltà comunicative con l’amministrazione cittadina, ma nessuno è riuscito a risolvere il problema. Quindi, disperata, ho deciso di occupare un alloggio della palazzina popolare di via delle Gardenie. Ho sbagliato, ma non sapevo cosa fare. Nell’ottobre scorso l’Ater mi ha comunicato la denuncia nei miei confronti ed è partita la causa. Nel frattempo ho pagato ogni rata dell’indennità di occupazione». Quindi l’ultima evoluzione del caso. «Ho chiesto in Comune il cambio di residenza, dall’indirizzo originario a quello della casa popolare, ma mi è stato negato il secondo e annullato il primo», conclude Samira, «senza questo atto non posso accedere alle pratiche per ogni tipo di servizio e aiutare mio figlio».
Luca Tomassoni
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