Samira: ogni notte ricucio le ferite alle mie bambine

In aula parla la psichiatra della mamma di Martinsicuro: «Per lei un’adolescenza difficile con l’uso di droghe»
MARTINSICURO. C’è un sogno che Samira racconta alla psichiatra che la segue in carcere: «Ogni notte ricucio le ferite alle mie bambine». Nel tribunale di Bradford le testimonianze scandiscono i tempi del processo a Samira Lupidi, la giovane mamma di Martinsicuro accusata di aver accoltellato le due figliolette di tre e un anno. E sono tempi celeri quello della giustizia inglese. In tre giorni sono già stati ascoltati decine di testi, tra cui il padre delle piccole Carl Weaver, e la sentenza potrebbe arrivare nelle prossime ore. Ieri Samira è tornata in aula, con i suoi capelli raccolti e le sue lacrime. «Perchè», dice la psichiatra, «non c’è stato un motivo scatenante ma tanti». Cita l’infanzia e l’adolescenza non facili della ragazza di Martinsicuro, l’uso di sostanze stupefacenti, il difficile rapporto con la madre. Ha detto ancora la psichiatra: «Si sentiva emotivamente persa, spaventata e confusa. Era una persona depressa». La donna nella sua testimonianza ha detto di aver ucciso per timore che il suo compagno le portasse via le bambine. Il duplice delitto è avvenuto il 17 novembre scorso nella casa famiglia in cui la donna era andata a vivere con le figliolette da meno di 24 ore. Il 16 novembre, infatti, la ragazza si era rivolta alla polizia per denunciare di essere stata aggredita dal convivente Carl Weaver. I testi sentiti in aula hanno raccontato che quando sono andati nella casa della famigliola Samira non aveva nessun segno di aggressione ma ai poliziotti ha detto di aver paura di essere uccisa dall’uomo e di voler andare in una casa famiglia. E così insieme alle bambine è stata subita accompagnata nella casa famiglia dove, poco meno di 24 ore dopo, ha ucciso le bambine con 9 coltellate dopo aver tentato di soffocarle. La donna ha ammesso il delitto, ma ha chiesto di essere giudicata per un omicidio commesso con una responsabilità attenuata. Si tratta del "manslaughter", una ipotesi non contemplata dal codice italiano ma prevista nell'ordinamento giuridico inglese: un omicidio ancorchè volontario può essere considerato di minor gravità in considerazione delle circostanze in cui viene commesso. Oggi nuova udienza.
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