San Berardo, fiera e processione in centro

20 Dicembre 2016

Tanta gente fino a sera. Il vescovo apre l’anno giubilare per il patrono che 900 anni fa arrivò in città

TERAMO. Il cuore della città è tornato ad animarsi ieri grazie alla festa di San Berardo. In occasione della ricorrenza legata al patrono della città, vie e piazze principali hanno ospitato i banchi dell’ormai tradizionale fiera. Tra espositori di capi di abbigliamento, prodotti per la casa, generi alimentari e associazioni di volontariato impegnate nella raccolta di offerte, dalle prime della mattinata fino al sera il centro storico è stato invaso da tanti cittadini a caccia di regali o incuriositi dalla varietà di merci in vendita. All’aspetto laico della festa si è sovrapposto quello religioso che quest’anno ha assunto un significato particolare. Le celebrazioni in onore di San Berardo sono coincise con una ricorrenza speciali: il novecentesimo anniversario dell’inizio del suo episcopato nella diocesi di Teramo. A ricordarlo è stato il vescovo Michele Seccia durante l’omelia della messa solenne che, preceduta da una processione, di fatto ha chiuso la festa religiosa. Nel suo intervento il presule ha ricordato i momenti difficili vissuti dalla città nell’ultimo periodo sia a causa «di una crisi sociale, etica, culturale, politica, economica e, non lo nascondiamo, anche religiosa» che dei danni provocati dal terremoto.

Seccia ha però invitato i fedeli e le autorità presenti a combattere la rassegnazione. «È il momento per rilanciare la nostra identità che ci accomuna nelle radici della fede», ha evidenziato, «nonostante le diversità e le scelte individuali». Per questo il vescovo ha annunciato l’apertura da ieri di un anno giubilare dedicato a San Berardo per diffondere la conoscenza del patrono. «È il tempo di un rinnovato e convinto impegno corale che ci veda tutti coinvolti nella solidarietà che rinsalda le relazioni personali superando le distinzioni che emarginano», ha concluso Seccia, «in un rilancio culturale e politico capace di ritrovare il valore e il senso della comunità». (g.d.m.)

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