«San Nicolò non perderà tutte le scuole»

26 Febbraio 2017

Il sindaco replica all’allarme del comitato dei genitori ma avverte: «Non possiamo sempre avere plessi sicuri sotto casa»

TERAMO. «San Nicolò non perderà tutte le scuole». Il sindaco Maurizio Brucchi risponde così all'allarme lanciato dal comitato genitori della frazione. Quest'ultimo, sulla base delle indicazioni emerse nei giorni scorsi circa la riconversione a uso didattico della struttura di Piano d'Accio attigua allo stadio, ha paventato il rischio che lì vengano trasferite tutte le scuole di San Nicolò determinandone lo svuotamento. «Chi ha detto che avverrà questo?», rassicura il primo cittadino, «nessuno vuole penalizzare quello o un altro territorio. Alla fine delle verifiche sugli indici di vulnerabilità faremo la programmazione e si valuterà quali strutture lasciare aperte e quali invece andranno chiuse». Secondo Brucchi forse solo una scuola potrebbe essere smantellata all'esito di questo percorso, ma di sicuro San Nicolò non sarà svuotata della sua popolazione studentesca.

L'obiettivo, dunque, resta di portare gli edifici scolastici esistenti al massimo grado di resistenza sismica attraverso opere di adeguamento. «Questo non sarà possibile per tutte e non si potranno realizzare poli ovunque», tiene a precisare Brucchi, «per cui dobbiamo avviare una pianificazione». Il sindaco si dice pronto a incontrare i genitori del comitato di San Nicolò, che propongono una serie d'interventi sulle strutture scolastiche della frazione. «Valuteremo insieme le linee da seguire», annuncia il primo cittadino, «ma dobbiamo metterci d'accordo: scuole con il massimo grado di sicurezza e collocate sotto casa non si possono avere». Brucchi sottolinea di non voler entrare in contrasto con il comitato dei genitori, ma ritiene necessario fare chiarezza sulla strategia. «Siamo tutti d'accordo sul fatto che servono poli in cui fare il tempo pieno?», domanda. «Nelle scuole che abbiamo questo non è possibile».

Secondo il sindaco, tra l'altro, la questione dell'utilizzo della struttura a Piano d'Accio è anche frutto di strumentalizzazioni politiche da parte dell'opposizione. «Dopo le scosse di agosto tutti volevano portare gli studenti in quello spazio», osserva, «ora però non va più bene». Il problema è la differenza tra la gestione dell'emergenza e una soluzione di lungo periodo. Su questo, però, Brucchi pone un altro quesito: «Perché allora Miano o Villa Ripa dovrebbero perdere tutte le scuole? Non hanno gli stessi diritti delle altre zone?».

Gennaro Della Monica

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