San Nicolò, il mercato è ok Sabato si farà a Teramo

Afflusso ordinato dei clienti e nessun assembramento davanti ai banchi Qualche difficoltà logistica per via dei vincoli aggiuntivi imposti dalla Regione
TERAMO. I mercati ripartono con meno banchi e qualche difficoltà in più. Il primo a tornare in piazza, rendendo ulteriormente concreto l’avvio della fase 2, è stato quello di San Nicolò. Come da disposizioni governative ieri la vendita è stata limitata ai prodotti alimentari che hanno richiamato un afflusso ordinato ma non massiccio di acquirenti, rigorosamente in fila e con il viso protetto da mascherine. Si è trattato di una sorta di prova generale per sabato, quando il mercato settimanale tornerà in centro, anche perché il Comune ha dovuto adeguarsi in extremis alle misure aggiuntive disposte dalla Regione. «Era tutto predisposto in osservanza dei criteri dettati dall’ultima ordinanza nazionale che ha aperto la fase 2», spiega l’assessore alle attività produttive Antonio Filipponi, «ma domenica, con un tempismo perfetto, è uscita l’ordinanza regionale che ha imposto altri vincoli creandoci non pochi disagi».
Il provvedimento del governatore Marco Marsilio ha richiesto la delimitazione con transenne dell’area destinata al mercato, con l’attivazione di un sistema di conteggio degli ingressi e la presenza limitata a due persone per ogni banco. Sul posto ci devono essere, inoltre, addetti alla sorveglianza e un responsabile del Comune per il rispetto delle misure di sicurezza. «Ci siamo adeguati alle disposizioni», precisa Filipponi, «anche se queste comportano aggravi sia logistici che di spesa e risultano poco comprensibili rispetto a interpretazioni estensive da parte della Regione dell’allentamento dei vincoli in altri settori». L’assessore precisa di non voler aprire un nuovo fronte polemico con Marsilio, dopo le critiche mosse dal sindaco Ganguido D’Alberto alle ordinanze regionali per la fase 2, ma segnala quelle che secondo lui sono incongruenze. «Per i mercati coperti, rimasti aperti anche nel periodo più critico con gli accorgimenti per il distanziamento sociale», osserva, «ora ad esempio sono state previste misure più restrittive». Agli ingressi vanno installati tornelli e all’interno sono necessari ulteriori interventi che evitino la presenza ravvicinata di acquirenti. «È un’assurdità», sostiene Filipponi, «perché queste disposizioni, che sarebbero state condivisibili nel periodo dell’emergenza più acuta, arrivano con la fase 2 e soprattutto vanno in direzione opposta all’allargamento delle possibilità per gli impianti sportivi e le attività connesse».
Su questo diverso orientamento, che a detta dell’assessore penalizza ancora di più il commercio, il sindaco ha già espresso le proprie perplessità durante l’ultima videoconferenza con Marsilio. L’amministrazione invierà anche una nota alla Regione con la richiesta di chiarimenti sulle disposizioni per i mercati. «Vogliamo sapere, perché non è del tutto chiaro», annuncia l’assessore, «se riguardano solo quelli che si tengono tutti i giorni o anche quelli settimanali». Nel dubbio il Comune ha adeguato alle disposizioni il mercato di San Nicolò, ma attende chiarimenti per quello di sabato in centro. «Noi rispettiamo le regole», conclude, «ma va anche chiarito se le spese in più sono coperte dalla Protezione civile o sono carico dei Comuni».
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