Sanità, Brucchi a Cialente: "Serve un asse Teramo-L’Aquila"

Proposta del sindaco teramano per non fare declassare gli ospedali dei due capoluoghi a vantaggio del polo Chieti-Pescara
TERAMO. Un patto per la difesa della sanità pubblica. È quello che il sindaco Maurizio Brucchi propone ai suoi colleghi aquilani in vista delle scelte che la Regione si appresta a fare per la riorganizzazione dei servizi sul territorio. L'iniziativa del primo cittadino teramano prende le mosse dalle indicazioni che prefigurano la creazione di un ospedale unico abruzzese di secondo livello, quindi dotato di tutte le principali funzioni, tra Pescara e Chieti. Si tratterebbe di una scelta strategica misurata sull’accessibilità della struttura da tutto il territorio regionale, ma rispetto alla quale Brucchi ritiene necessaria una controproposta che garantisca servizi adeguati tra gli altri due capoluoghi. «Non è una questione di campanile, capisco l’esigenza di razionalizzare», spiega il primo cittadino, «ma il nostro territorio soffre di un alto tasso di mobilità passiva verso le Marche e non c’è la sanità privata».
I servizi pubblici, dunque, vanno salvaguardati tramite la creazione di un asse Teramo-L’Aquila che bilanci il polo nell’altra metà della regione. Brucchi, d’intesa con il coordinatore provinciale di Forza Italia Vincent Fanini, ha approfittato di un incontro in Regione per parlarne con il capogruppo del partito nel consiglio comunale aquilano Guido Quntino Liris, medico come lui, e con altri esponenti del centrodestra abruzzese. «Siamo d’accordo sul fatto che serve un’alleanza forte», sottolinea il primo cittadino teramano, «una sinergia che ci permetta di mantenere le peculiarità territoriali». Un esempio, a detta di Brucchi, è rappresentato dalle unità operative di neurochirurgia che potrebbero restare “complesse”, evitando il declassamento a “semplici”, sia a Teramo e che all'Aquila facendo leva sulla particolare vocazione universitaria di quest’ultima. La nascita dell’asse potrebbe essere consacrata da un consiglio comunale congiunto in cui coinvolgere la Regione. In pratica andrebbe ripetuta in forma estesa la seduta consiliare che vide la presenza in città dell’assessore regionale Silvio Paolucci per illustrare gli obiettivi del piano di riorganizzazione dei servizi sanitari. In quell’occasione venne prospettata la soluzione che Teramo conservasse, nella sostanza se non nella classificazione formale, le funzioni di un ospedale di secondo livello. «Nel consiglio straordinario l’assessore ci ha dato garanzie», sottolinea Brucchi, «che ora vanno confermate». Secondo il sindaco la partita non è ancora chiusa, per cui ha senso riprendere l'iniziativa e sancire l'alleanza tra Teramo e l'Aquila a difesa dei livelli sanitari esistenti. «Avremmo le carte in regola per creare anche qui un ospedale di secondo livello», tiene a sottolineare il sindaco, «la Regione può fare una scelta diversa, ma questo non può andare a scapito del nostro territorio». A parte gli scenari futuri ancora da definire, il primo cittadino teramano vede un'emergenza più immediata e concreta: la carenza ormai cronica di personale medico e soprattutto infermieristico: «I contratti a tempo determinato non sono più possibili e le procedure concorsuali richiedono tempi lunghi, andando avanti così si rischia la paralisi». Gli accorpamenti tra reparti mettono una pezza, ma non risolvono il problema. "Una buona sinergia», conclude il sindaco, «può servire anche a affrontare questa emergenza».
Gennaro Della Monica
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