Sanità da potenziare, la Cgil chiede risposte

9 Giugno 2023

Cordone: «Più risorse per liste d’attesa e residenze anziani, sbagliata la riforma dell’assistenza a casa»

TERAMO. La Cgil di Teramo si prepara alla manifestazione nazionale che il 24 giugno si terrà a Roma a difesa del diritto alla salute delle persone e nei luoghi di lavoro.
L'iniziativa, figlia di un percorso condiviso con una rete di associazioni laiche e cattoliche, vedrà al centro la tutela e il rilancio del servizio sanitario nazionale «che necessita di più risorse economiche e umane affinché resti pubblico e davvero universale», dice Pancrazio Cordone, segretario provinciale della Cgil di Teramo. «I tagli alla sanità previsti dal Governo preoccupano a tutti i livelli e la sanità teramana è lo specchio della situazione nazionale. Per questo saremo a Roma, chiamando a raccolta le associazioni del territorio per condividere l'iniziativa» prosegue Cordone che in provincia segnala tre grandi vertenze sulle quali il sindacato intende insistere: le residenze sanitarie, la riforma dell' Adi (assistenza domiciliare), le liste d'attesa. «Sul primo aspetto è evidente come il Teramano sia Cenerentola d'Abruzzo per numeri e servizi: la vicenda di bivio Bellocchio ne è l'esempio» spiega il segretario, «c'è poi la riforma del sistema Adi che vedrà entrare tanti operatori ai quali i pazienti potranno rivolgersi direttamente per richiedere il servizio di assistenza a casa: chiediamo alle istituzioni, alla Regione in particolare, di fermare questo percorso intrapreso. Non è troppo tardi, si può fare. Il rischio che si corre è un abbassamento della qualità del servizio e della tenuta occupazionale per i professionisti del settore».
C'è poi l'annosa questione delle liste d'attesa: per Cordone vanno rivisti i parametri in base ai quali il ministero della Salute valuta l'erogazione delle prestazioni e i tempi. «I dati della Asl di Teramo sono in miglioramento, ma va tenuto conto che si basano su 64 prestazioni a fronte di 4mila erogabili. Sulla carta è tutto in ordine, ma bisogna guardare le esigenze reali delle comunità», prosegue il segretario che sul tema chiede un tavolo di confronto che veda insieme Asl, parti sociali e medici di medicina generale «stimolando anche una maggiore educazione civica che responsabilizzi i cittadini: basti pensare ai numeri importanti legati a chi prenota una prestazione e poi non si presenta e non disdice. Il funzionamento della sanità passa anche da queste cose», conclude Cordone che auspica il medesimo coinvolgimento del territorio anche per il nuovo ospedale con l'istituzione di un tavolo volto a favorire dialogo e condivisione.
Veronica Marcattili