Sanità e territorio, dibattito con Schillaci

Il ministro ospite online del convegno della Diocesi: l’assistenza è al centro dell’azione del Governo
GIULIANOVA. «Il miglioramento dell’assistenza socio-sanitaria territoriale, con particolare attenzione alle fasce fragili è la sfida che siamo chiamati ad affrontare con determinazione e urgenza». Lo ha detto il ministro della Salute Orazio Schillaci intervenendo in videoconferenza al dibattito su sanità e territorio organizzato dalla Diocesi. Davanti a una folta platea di operatori del settore il rappresentante del Governo ha evidenziato come le parole chiave del convegno – fragilità, prossimità, sostenibilità e comunità – sono in linea con l’azione dell’esecutivo.
«Nella nostra nazione si vive più a lungo che nel resto d’Europa», ha sottolineato Schillaci, «ma l’invecchiamento porta con sè l’incremento delle malattie croniche e soprattutto la necessità di rispondere a bisogni di assistenza sociale e sanitaria: pensiamo agli anziani ai pazienti oncologici, ai disabili, per i quali in particolare una medicina del territorio più forte e più efficiente rappresenta la risposta migliore alla domanda di salute. Obiettivo della riforma è offrire ai cittadini i servizi di cui hanno bisogno in maniera accessibile e immediata, fornendo un’alternativa all’ospedale che per sua funzione deve occuparsi delle urgenze». La centralità del territorio per prevenzione e cure è tornata alla ribalta a seguito della pandemia da Covid-19 e trova spazio nella riorganizzazione dei servizi prevista nella sezione salute del Pnrr con tutta una serie di nuove strutture di moderna concezione come Case e ospedali di comunità e centrali operative. Il programma avviato sul territorio abruzzese è stato illustrato dall’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Veri. «La rete territoriale applica gli indicatori che prevedono una struttura ogni 50mila abitanti ma, in considerazione della nostra realtà geografica, abbiamo aperto ulteriori nuclei per dare risposte ai bisogni delle e aree interne e montane», ha affermato, «in Abruzzo avremo Case di comunità aperte 24 or e sette giorni su sette, dove il cittadino troverà risposte a problemi di cronicità e al più presto sarà attivo un numero telefonico per le emergenze». Per il vescovo Lorenzo Leuzzi «riportare il malato al centro della vita di una comunità è la grande sfida della società contemporanea: oggi c’è una spinta alla guarigione ma poca o scarsa attenzione alla cura».

