«Sanità, strutture penalizzate» «Bugia, nessun declassamento»

25 Ottobre 2023

Il consigliere Mariani (Abruzzo in Comune): «Colpiti i servizi in provincia, posti letto sotto la media» La replica dell’assessore Verì: «A Teramo sono aumentati gli spazi destinati ai pazienti acuti»

TERAMO . «Nella nuova rete ospedaliera approvata dalla Regione c’è la condanna di Teramo a fanalino di coda per servizi e posti letto in Abruzzo». A dirlo è il capogruppo in consiglio regionale di “Abruzzo in Comune” Sandro Mariani. «Teramo ha perso 180 posti letto rispetto a quelli che potevano essere assegnati e l'ospedale di Giulianova ne esce fortemente penalizzato», sottolinea affiancato dal vice sindaco di Mosciano del Pd Mirko Rossi, «con tre unità operative, laboratorio analisi, terapia intensiva e nefrologia, in meno e tanti reparti declassati».
Nell’analizzare alcuni numeri sulla programmazione regionale dei posti letto Rossi evidenzia: «La maggioranza ha potuto programmare 4.892 posti letto, tra acuti e post-acuti su riabilitazione e lungodegenza, numero che comprende anche i posti letto di sanità privata. Questo significa che, tra indicazioni del Decreto ministeriale 70 del 2015, normativa Covid e post-Covid hanno potuto pianificare un aumento di 713 posti letto rispetto alla vecchia rete. La media avrebbe dovuto essere quindi di 3,63 posti letto ogni mille abitanti e invece scopriamo che la provincia di Teramo è passata da 2,79 posti letto del 2016 ai 3,09 decisi dalla maggioranza. Il dato pone il Teramano all'ultimo posto in Abruzzo e sotto la media». Mariani rincara la dose: «Questa scelta dimostra chi comanda in Abruzzo e nel centrodestra regionale, con Pescara al 4,35 e L’Aquila al 4,18 a farla da padrone. Il Mazzini non potrà mai ambire ad essere un Dea di secondo livello, ma nemmeno di primo livello con vocazione vera di hub come potranno esserlo il Santo Spirito di Pescara o il San Salvatore dell’Aquila. Si pianifica la riprogrammazione della rete ospedaliera a pochi mesi dalle elezioni regionali di marzo. Non è un caso, è una presa in giro».
Non si è fa attendere la replica dell’assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì: «La programmazione ospedaliera regionale non ha penalizzato nessun territorio e nessuna provincia. È stata portata avanti in un’ottica di rete hub e spoke. Secondo la logica del consigliere Mariani», precisa Verì, «la provincia di Pescara, che ha più abitanti di quella di Teramo, dovrebbe lamentarsi perché ha solo tre ospedali. Le tabelle vanno lette nella loro completezza perché, ad esempio, al Mazzini sono stati aumentati i posti letto per pazienti acuti, che rappresentano la vocazione di un ospedale ad alta complessità con funzioni di secondo livello. Sono stati invece trasferiti ad Atri altri posti letto per pazienti post-acuti, perché in quel presidio deve essere preponderante quel tipo di assistenza. Non capisco dove il consigliere Mariani abbia tratto la convinzione che la Asl di Teramo sia stata penalizzata rispetto alle altre». Mariani torna alla carica anche sui fondi per la realizzazione del nuovo ospedale. «L’unica via percorribile è quella del project financing. È una strada che trova conferma negli studi di fattibilità», evidenzia il consigliere regionale, «dicono che i soldi ci sono, ma non è così. Come può la Regione accendere un mutuo di oltre 200 milioni di euro ?».
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