Sant’Egidio, lui guarisce e il padre muore

Lutto in casa del vicesindaco Luigino Medori, il padre Pierino è una delle tre vittime delle ultime ore
TERAMO. Numeri, finalmente, tutti al ribasso in provincia di Teramo. Solo 15 i nuovi casi in isolamento domiciliare, mentre dal punto di vista dei ricoveri il numero dei degenti è sceso a 213 (61 ad Atri, 40 a Teramo, 47 a Giulianova, 42 alla Rsa di bivio Bellocchio, 20 nell’Oasi Madre Teresa di Scerne, 3 nell’hotel Covid) di cui 20 in Rianimazione. Tre i decessi, fra il 9 a sera e ieri pomeriggio: Rosina Ferrante, 89 anni di Torricella, Mario Tassoni, 71 anni di Teramo e Pierino Medori, 82 anni di Sant’Egidio.
Quest’ultimo è il padre del vicesindaco di Sant’Egidio, Luigino. Proprio nel giorno in cui l’amministratore, che aveva contratto il coronavirus, ha appreso di essere tornato negativo, il padre è morto all'ospedale di Giulianova dove era ricoverato per complicanze dovute al Covid. I funerali avranno luogo oggi alle 11 nella chiesa San Giuseppe a Paolantonio. «È un momento bruttissimo», ha commentato il figlio poco dopo aver appreso la tragica notizia, «e spero che da lassù mio padre ci dia la forza ed il coraggio per superare questo periodo ancora più triste a causa della pandemia. Preferivo restare a casa col virus che non auguro a nessuno, pur di non perdere un padre speciale che nulla ci ha fatto mancare. La sua mancanza si avvertirà tantissimo».
Il sindaco Elicio Romandini così ricorda l’82enne: «E' stata una persona eccezionale, un ex dipendente comunale coi fiocchi. Porgo le sentite condoglianze a Luigino e all'intera famiglia da parte mia, dell'amministrazione comunale, degli impiegati, del consiglio e di tutta la comunità, facendo sentire la totale vicinanza a Luigino che adorava suo padre. Consiglio di evitare assembramenti in chiesa durante i funerali, lasciando spazio ai familiari». Anche il capogruppo Alessandro Forlini a nome di tutta l'opposizione porge le più sentite condoglianze al vicesindaco. Pierino Medori lascia la moglie Alessandra, i figli Luigino, Pino e Maurizio e la sorella Giuliana.
Una buona notizia arriva dal colonnello Francesco D’Amelio, ora dimesso, che con una lettera aperta al direttore generale Maurizio Di Giosia ha voluto ringraziare la Asl e il personale sanitario che l’ha curato. Il colonnello in congedo, dall’8 novembre, dopo 24 ore nel pronto soccorso Covid di Sant’Omero, è stato ricoverato nelle Malattie infettive dell’ospedale di Teramo, venendo dimesso il 3 dicembre. «Signor direttore generale, ho il dovere morale, e anche il piacere, di parteciparle la mia infinita gratitudine e la mia sincera riconoscenza per le cure che ho ricevuto presso le strutture sanitarie che ella dirige con competenza e grande spirito di servizio. Ho incontrato medici e infermieri, sia sul territorio che nelle strutture ospedaliere sopra indicate, degni di ogni lode. Mi permetta, sommessamente, nondimeno e senza sminuire l’opera preziosa di altri, signor direttore generale, di segnalare la dottoressa Antonella D’Alonzo, in possesso di raffinatissima preparazione medica e adornata di una gradevolezza caratteriale propria di una dama di carità. E’ stata la dottoressa D’Alonzo ad aiutarmi a risalire il piano inclinato sul quale ero finito. Non posso, signor direttore generale, non accennare ai meravigliosi infermieri del reparto Infettivi, dei quali ricordo i nomi, scusandomi per gli altri che non sono in grado di citare: Nicla, Matteo, Mafalda, Sara, Battista, Giulia, Piero». (a.f.-d.l.)
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