Sant’Egidio, sicure tutte le scuole

25 Febbraio 2017

Lo certifica lo studio dell’università di Bologna. Angelini: ci siamo mossi in tempo

SANT'EGIDIO ALLA VIBRATA. E' un sindaco soddisfatto, Rando Angelini, perché le dieci scuole della città sono considerate sicure e catalogate come A e B (per la sola scuola elementare). Il rapporto rimesso dal pool di studio dell'università di Bologna (progetto Resisto) a cui lo scorso anno l'amministrazione comunale di Sant'Egidio alla Vibrata ha affidato lo studio sulla vulnerabilità degli edifici scolastici le etichetta come scuole sicure con indici che hanno superato le aspettative nonostante la vetustà di alcune.

Questo perché, negli anni, il Comune per ogni suo edificio aveva già effettuato lo studio di vulnerabilità (2004) e di agibilità (2002) e dopo la prima scossa del 24 agosto scorso è partita la nuova valutazione per tutte le scuole. «Oggi Sant'Egidio alla Vibrata ha solo scuole ad un piano», dice l'architetto-sindaco Angelini, «il che garantisce la sicurezza degli edifici e di chi li vive. Fin da subito, nonostante le schede della Protezione civile indicassero la scuola media con giudizio "A" (agibile) abbiamo comunque preferito non utilizzarla al pari della scuola elementare con giudizio "B" (agibile con provvedimenti). E' vero, abbiamo dovuto far fare scuola ai ragazzi delle medie al pomeriggio ma ora studiano nella scuola più sicura d'Italia, ricavata al centro fiera su un solo piano. Quanto alle elementari, gli alunni sono stati sistemati nei vari plessi le cui aule sono pure disposte su un solo piano».

Con lo studio di vulnerabilità costato alla città santegidiese 20mila euro, la giunta Angelini ha anticipato quello che ora vuole fare la Regione assegnando fondi per questo scopo. «Noi abbiamo già predisposto gli atti per ottenere il finanziamento di 1,7 milioni per la scuola elementare ed avendo incamerato lo studio redatto per ogni singolo plesso sappiamo ora come meglio muoverci», aggiunge il primo cittadino. Gli edifici che più dovevamo attenzionare erano quelli su più livelli, e lo abbiamo fatto».

Alex De Palo

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