Sant’Omero, appello per l’ospedale

20 Settembre 2020

Il movimento civico Val Vibrata: «Per il personale poche regole anti Covid»

SANT’OMERO. «Criticità nella sicurezza anti-Covid dell’ospedale di Sant’Omero e promesse non mantenute». A segnalarle è il movimento civico Val Vibrata – Monti della Laga, attraverso il presidente Domenico Di Matteo, che parte dalla questione degli spogliatoi per il personale della struttura, soprattutto quello di sesso femminile: «Si riscontrano spazi angusti per la vestizione e la svestizione degli operatori sanitari, con armadietti troppo vicini tra loro. Si tratta di una situazione non a norma, che non consente il distanziamento nei momenti di maggiore affollamento degli spogliatoi e che provoca forte disagio nel personale che vive in prima linea un momento di emergenza sanitaria come questo. Chiediamo quindi al direttore generale della Asl Maurizio Di Giosia, che è persona attenta a queste tematiche, di risolvere il problema nel più breve tempo possibile. Se risultasse impossibile ricavare nuovi spazi per gli spogliatoi all’interno dell’ospedale, proponiamo allora l’installazione di strutture provvisorie esterne per sopperire al problema». Poi un’altra criticità: «Diversi cittadini lamentano situazioni caotiche nei controlli all’ingresso principale dell’ospedale. Ma soprattutto vengono segnalate vere e proprie difficoltà a gestire l’entrata delle persone attraverso gli ingressi secondari, che in determinate situazioni potrebbero essere usati per sfuggire ai controlli imposti dai protocolli anti-Covid». Di Matteo e il movimento che presiede tornano poi a parlare di questioni annose dell’ospedale. La prima: «Dove si è fermata la risonanza magnetica, il cui arrivo è stato promesso e annunciato da tanto tempo da parte della politica regionale di tutti i colori? La macchina è necessaria sia per ridurre le lunghe liste d’attesa, ma anche per combattere il problema della mobilità passiva dei vibratiani verso gli ospedali marchigiani». La seconda questione: «Stesso discorso vale per i 13 nuovi posti per la lungodegenza nel reparto di medicina. Se ne parla da tempo, con tante promesse da parte della politica, non se ne è fatto e non si sa nulla».
Luca Tomassoni
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